Il Panettone: Il “Pane di Toni”
Tanto tempo fa, a Milano, era la vigilia di Natale nel castello di un nobile signore chiamato Ludovico il Moro. In cucina c’era un gran trambusto: cuochi e sguatteri correvano ovunque per preparare il banchetto.
Il cuoco di corte, però, era così stanco che si dimenticò il dolce nel forno… e il dolce bruciò! Il cuoco era disperato: cosa avrebbe servito al duca?
Proprio in quel momento si fece avanti Toni, un piccolo aiuto-cuoco che lavorava in cucina.
“Capo,” disse Toni timidamente, “stamattina ho preparato un panetto con gli avanzi della dispensa: un po’ di farina, uova, burro, della scorza di cedro e qualche chicco di uva passa. Se non abbiamo altro, possiamo dare questo agli ospiti.”
Il cuoco, non sapendo che altro fare, portò in tavola il pane di Toni. Gli ospiti lo assaggiarono e… rimasero a bocca aperta! Era il dolce più buono che avessero mai mangiato. Tutti iniziarono a chiedere: “Ma come si chiama questa bontà?”. Il cuoco rispose: “L’è ‘l pan del Toni” (È il pane di Toni). Da quel giorno, quel dolce diventò per tutti il Panettone.
Il Pandoro: Il “Pane d’Oro”
La storia del Pandoro ci porta invece a Verona, una città bellissima e romantica. Qui non c’è un solo pasticcere sbadato, ma una tradizione che brilla come il sole.
Si dice che il Pandoro sia nato come evoluzione di un dolce chiamato “Nadalin”, ma la sua forma magica la dobbiamo a un signore di nome Domenico Melegatti. Egli voleva creare un dolce che sembrasse fatto di luce.
Il colore: Voleva che fosse giallo intenso, come se dentro ci fosse racchiuso il sole. Per questo usò tantissime uova e burro fresco: così nacque il “Pan d’oro”.
a forma: Chiese a un pittore di aiutarlo a disegnare la forma. Volevano qualcosa di speciale, che ricordasse una cometa o una montagna innevata. Così disegnarono una stella a otto punte.
Quando il Pandoro uscì dal forno, era così soffice che sembrava una nuvola e così profumato di vaniglia che tutta la città di Verona ne rimase incantata. Da allora, senza la “stella d’oro” in tavola, non è Natale!
Quale preferisci?
Panettone con uvetta e canditi, i “tesori” nascosti… più rustico e ricco… che sa di storia antica e di castelli!
Pandoro a forma di stella e al profumo di vaniglia…soffice come una nuvola… spolverato di zucchero a velo come se nevicasse!
La danza del Panettone e del Pandoro
C’è un gran ballo nel salone, tra il Pandoro e il Panettone. Il Panettone è un gran signore, di Milano ha tutto l’onore: con uvetta e canditi preziosi, fa felici i bimbi golosi. “Nacqui in un castello,” dice fiero, “sono un pane dolce e vero!”
Ma il Pandoro non sta a guardare, e con un balzo si mette a danzare. Viene da Verona, la città dell’amore, ha la forma di un astro e il giallo del sole. Soffice e biondo, con lo zucchero a velo, sembra una stella caduta dal cielo. “Io sono una nuvola,” dice ridendo, “e sotto la neve mi sto nascondendo!”
Non fate la guerra, dolci amici di festa, qui di fette… neanche una resta! Che sia a stella o che sia un panetto, vi mangiamo tutti con grande diletto.

