Nella cucina calda e profumata della casa di montagna, quattro bambini — Martina, Leo, Sofia e Davide — erano impegnatissimi: quel pomeriggio dovevano preparare i biscotti di Natale.
«Prima bisogna misurare la farina!» annunciò Martina, con un grembiule a righe più grande di lei.
Leo, invece, teneva stretta una ciotola piena di burro ammorbidito. «Io lo mescolo! Sono fortissimo!» disse con aria seria, anche se un po’ di burro gli finì sul naso.
Sofia aprì il barattolo dello zucchero che profumava di vaniglia. «Ne serve tanto?» chiese con gli occhi che brillavano.
«Sì, tanto quanto serve per farli buonissimi!» rispose Davide, già pronto con le formine: stelle, alberelli, renne e cuori.
Mescolarono l’impasto tutti insieme, ridendo ogni volta che la farina volava in aria come una piccola nevicata bianca.
«Adesso stendiamo tutto!» disse Leo, e i bambini iniziarono a passarsi il mattarello come fosse uno scettro magico.
Quando l’impasto fu steso, arrivò il momento più divertente: ritagliare i biscotti.
«Guarda, questa renna ha un orecchio enorme!» rise Sofia.
«E questo albero sembra un cactus!» aggiunse Davide.
Una volta pronti, posizionarono i biscotti sulla teglia e la infornarono. In pochi minuti, la cucina si riempì di un profumo delizioso, caldo e burroso, che sapeva di Natale e abbracci.
«Non sono ancora pronti…» mormorò Martina, controllando il forno ogni trenta secondi.
«Secondo me, sì!» disse Leo, che aveva troppa voglia di assaggiarne uno.
Finalmente, il timer suonò.
I bambini tirarono fuori la teglia e rimasero in silenzio, incantati: i biscotti erano dorati, perfetti.
«Adesso li decoriamo!» disse Sofia, tirando fuori glassa colorata e zuccherini.
Stelle dorate, renne con gli occhi di cioccolato, alberelli con fiocchi di zucchero… ogni biscotto diventava un piccolo capolavoro.
Quando finirono, Martina sospirò felice. «Non sono soltanto belli… sono pieni di magia.»
Davide annuì. «E la magia si sente di più quando li facciamo insieme.»
E così, mentre fuori la neve cominciava a cadere, i quattro bambini assaggiarono il loro primo biscotto di Natale, convinti che fosse il più buono che avessero mai preparato.

