C’era una volta un bosco coloratissimo, abitato da animali di ogni tipo, e al suo centro c’era un ponte sospeso sopra un fiume così profondo che si diceva portasse dritti nel mondo delle anguille giganti.
Su una radura vicina vivevano tre amici inseparabili: Tito il tasso saputello, Leo il lupo un pò fifone (sì, esatto, un lupo fifone!), e Nina la lontra chiacchierona che non stava mai ferma.
Un giorno, dopo un temporale così forte da far volare perfino le pigne, il ponte crollò.
Addio foresta e, soprattutto, addio alle bacche dolci che tutti gli animali del villaggio adoravano.
Il capo del villaggio, una tartaruga anziana che parlava lentissimo, radunò tutti e annunciò: “Il ponte…deve…essere…ricostruito.”
“Se aspettiamo che tu finisca la frase, arriva l’inverno!” sbottò Tito.
E così il nostro trio decise di prendere in mano la situazione.
Tito, che era convinto di essere un ingegnere (anche se l’unica cosa che aveva costruito era una casetta per i lombrichi), tirò fuori un progetto complicatissimo pieno di frecce e linee.
“Faremo un ponte a prova di tempesta!” dichiarò con aria seria.
“Ok… ma da dove iniziamo?” chiese Leo, masticando nervosamente un rametto.
“Dal legno, ovvio!” rispose Tito.
Leo si mise a trascinare un tronco enorme, borbottando tra sé: “Sono un lupo, non un bue da soma!”
Però, ogni volta che pensava agli occhi affamati dei cuccioli del villaggio, stringeva i denti e tirava ancora più forte.
Nel frattempo, Nina si arrampicava ovunque, cercando liane robuste per legare i tronchi.
Tra una risata e un cinguettio, si aggrovigliò così tante volte nelle liane che sembrava un pacco regalo.
“Sono un’artista!” gridava, tutta fiera, mentre Tito scuoteva la testa: “Sei un disastro ambulante!”
A metà della costruzione, un tronco scivolò in acqua.
Leo urlò: “È finita, il ponte affonda!”
Ma Nina si tuffò senza pensarci due volte.
Riapparve con il tronco in spalla e un’anguilla gigante che le faceva il solletico.
“Questa la tengo per cena!” scherzò, lasciando tutti a bocca aperta.
Dopo mille pasticci, spinte e risate, il ponte fu completato.
Non era perfetto: era storto, scricchiolava un pò, e una liana sembrava una cravatta sbilenca, ma funzionava!
Quando il primo animale attraversò, tutti applaudirono.
Da quel giorno, Tito, Leo e Nina furono chiamati “Il trio strampalato”, e il ponte… beh, il ponte venne soprannominato “Ponte rattoppato”, ma nessuno si lamentò mai, perché ricordava a tutti che, con un pò di coraggio, qualche risata e tanta solidarietà, si poteva superare qualsiasi guaio.

