Negli ultimi giorni dell’anno in ogni cuore si accende una luce timida, fatta di amore ed affetto, incorniciata da vetrine decorate e canti che inebriano l’aria.
In una Gerusalemme lontana, una nascita speciale avvenne in una mangiatoia della campagna più sperduta, lontano da ogni fasto ed acclamazione, ai confini del mondo dove la meraviglia della vita illuminò la storia.
L’arrivo del Natale ci attrae e ci affascina, toccando la parte più sensibile e delicata di noi: un bambino ci riconsegna alle nostre fragilità, al desiderio di semplicità che ci pervade il cuore, alla speranza che non è tutto finito e che sempre possiamo ricominciare, ma soprattutto, ci ricorda quanto valore immenso abbia il voler ed il fare del bene.
Natale è questo: la consapevolezza che un nuovo inizio è sempre possibile, così come una nuova alba sorge ogni dì. Se tutti noi custodissimo e realizzassimo i buoni propositi che ci auguriamo in questa festività, vivremmo in un mondo dove la pace e l’armonia sarebbero i protagonisti unici della nostra esistenza.
Il mio augurio più profondo per questo Natale che verrà è la capacità di vivere questo periodo non con perfezione, ma solo con serenità; che siano giorni dove imparare a rallentare e dare valore all’essenziale, perché è nei dettagli che si ritrova la bellezza più vera.
Buon Natale cari lettori,
Elisa Coviello
Nel Natale che vorrei, desidererei che tutte le famiglie si ritrovassero e festeggiassero insieme agli affetti più cari; è il momento di riabbracciare gli amici e i parenti che abitano lontano, ridere e scherzare tra un giro di tombola e l’altro.
Nel Natale che vorrei, tutti i bambini come me avessero ceste piene di giochi, caldi vestiti nei cassetti e cibo in abbondanza per riempire il pancino. Al telegiornale dicono che non tutti i bimbi sono fortunati e che tanti di loro soffrono la guerra, la fame e le malattie.
Se Gesù Bambino potesse da lassù far sparire queste cose brutte, tutti noi avremmo il cuore più felice.
Io ti prego piccolo Gesù, metti la tua mano su questo mondo e dona un sorriso a tutti i bambini, e tu caro Babbo Natale corri da quei piccini che non ti scrivono mai la letterina, perché forse hanno tanto da dirti.
Nel Natale che vorrei, tutti saremmo più felici e gioiosi.
Buone feste a tutti,
Andrea D.R.

