È talmente introvabile la felicità che risulta difficile persino una sua interpretazione. Eppure ognuno di noi ha i propri piccoli riti per esserlo: uscire con l’amico che ci completa; sorridere davanti ad un caffè bollente; correre a perdifiato sulla sabbia; svegliarsi e accorgersi che qualcuno ha preparato la colazione per noi. Volendo dare un significato del termine partiamo col dire che si tratta di uno stato o sentimento di chi è felice e che si discosta dalla serenità, che è un sentimento più duraturo e che si conquista crescendo. Ma cosa rende felici le persone nel mondo?
L’ultima edizione del Global Happiness di Ipsos ha indagato il livello di felicità dei cittadini in 30 Paesi del mondo: il 67% dichiara di essere felice. Tra le principali fonti di felicità spiccano: salute fisica e mentale, le relazioni e la famiglia, sentire che la propria vita abbia senso e significato. In particolare, tra i 30 Paesi esaminati, la felicità è maggiormente diffusa nei Paesi Bassi e in Australia. In Italia soltanto il 6% degli intervistati afferma di essere molto felice. Fattori poco soddisfacenti sono il lavoro e la situazione finanziaria personale.
Il lavoro ci rende infelici tant’è che passano in secondo piano la salute, il riposo, gli hobby, lo stare a contatto con la natura. E non solo. Un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica Pnas, ha dimostrato che sì, i soldi fanno la felicità. In che modo? Il livello di felicità aumenta all’aumentare del proprio reddito annuale ma solo fino a un certo valore soglia.
Tuttavia, il denaro è solo uno dei tanti fattori che contribuiscono ad afferrarla. Le stesse classifiche non possono restituirci il valore esatto di questa emozione, che così come la afferriamo scappa via. Ognuno di noi ha un’idea di felicità, che spesso fa un salto nelle nostre giornate fatte di sorrisi, ma anche tristezza, rabbia, dolore, noia. Perciò il quesito resta aperto.

