Il Domino è uno di quei giochi da tavolo così classici che tutti hanno giocato almeno una volta, un evergreen intramontabile con una sua storia e tante varianti. Nel tempo, i virtuosi del gioco hanno realizzato delle vere e proprie opere d’arte dove le tessere del domino si sono trasformate in riproduzioni di opere d’arte, tanto che molti artisti appassionati di questo gioco hanno ideato con tessere colorate il famoso effetto domino, ovvero il particolare momento in cui l’ultima delle tessere sistemate con logica ed in modo ravvicinato vengono lasciate cadere per uno spettacolo in movimento di colori, realizzando così delle coreografie che mutano il loro aspetto mano a mano che le tessere cadono. La storia racconta che in Cina, nel 1120 sotto l’impero di Hui Tsung, un suo statista ideò questo gioco da tavola che inizialmente venne utilizzato come strumento di divinazione per predire il futuro. Dopo diversi anni, il gioco ricomparve al mondo nel XVIII° secolo grazie a degli italiani che lo custodirono e lo diffusero inizialmente a Venezia per poi arrivare in Francia, Inghilterra e Spagna. Grazie ai coloni spagnoli il domino arrivò a Cuba diventando ben presto un passatempo economico per una popolazione povera e sfruttata, tanto che nel 1933 nel paese caraibico si tenne il primo torneo nazionale di Domino. Per giocare basta un tavolo, dei tasselli di legno numerati, qualche amico e del tempo per divertirsi; è necessario essere tra i 2 e i 4 sfidanti ed avere un set di tessere domino. Questi tasselli di legno sono piccoli rettangoli con una doppia sezione, ognuna della quale ha dei pallini che corrispondono ai numeri dallo zero al sei. Possono essere 28 o 55 ed essere realizzati anche con altri materiali come l’osso o l’avorio. Su di un tavolo vengono disposte tutte le tessere con i punteggi coperti, cioè rivolte al contrario e con una disposizione assolutamente casuale; chi pescherà il numero più alto inizierà la mano del gioco. Dopo aver determinato chi per primo inizi a giocare, è necessario rimescolare le tessere sempre con i simboli coperti e distribuire le tessere tra i giocatori. I turni di gioco seguono il senso orario. Il primo giocatore dispone la prima tessera sul tavolo, poi il turno passa al secondo giocatore che si trova alla sua sinistra: questi potrà attaccare una sua tessera a quella già posta sul tavolo solo se ne avrà una col punteggio uguale a una delle sue due estremità. Se un giocatore non può attaccare una tessera, passa il turno al giocatore successivo, oppure pesca nell’”ossario”, cioè tra quelle rimaste a faccia in giù, fino a quando non ne trova una che gli permetta di continuare la serie numerica. Le tessere pescate e inutilizzabili vanno aggiunte alle proprie. Vince il gioco chi finisce per primo le tessere o chi ha il minor numero di pallini sulle tessere rimaste in mano. Chi vince si aggiudica la somma dei punti segnati sulle tessere degli avversari. La mano successiva si inizia ripartendo da sinistra in senso orario. Quando la partita è ad uno stadio avanzato, si sarà formato un divertente serpente nel tavolo da gioco, costituito da tutte le tessere piazzate, infatti l’orientamento non ha regole di movimento, si possono posizionare in modo orizzontale o verticale, l’importante è che non si chiuda nessun lato o si viene esclusi dal proseguire il giro. Un gioco con poche e semplici regole, adatto a tutte le età e che diventa un ottimo passatempo nonché un ottimo modo per tenere la mente allenata.

