Germania e Nigeria hanno firmato un accordo per la restituzione di oltre mille reperti culturali sottratti nel periodo coloniale e conservati in diversi musei tedeschi.
L’intesa, prevede come primo invio la riconsegna di due Bronzi provenienti dal Regno del Benin. Sono tra le opere d’arte più note dell’arte africana. Si tratta di placche in ottone con figure scolpite in altorilievo, realizzate tra il XVI e il XVIII secolo. Raffigurano persone, simboli e scene di corte e decoravano il palazzo reale del Regno del Benin. Il Regno del Benin o Regno Edo fu un regno centro-meridionale del continente africano nato intorno all’anno 1180. A partire dal 1470 il regno conobbe una rapida espansione militare, giungendo a occupare l’intera area dell’odierna Nigeria. Con riferimento a quest’epoca, viene chiamato anche Impero del Benin. L’Impero declinò fino alla sua fine avvenuta nel 1897, in seguito al contatto con l’Impero britannico. La corona inglese prima ne fece un protettorato e poi una sua colonia, facente parte della regione coloniale inglese denominata Africa Occidentale Britannica.
Barbara Plankensteiner, direttrice del Museo di Amburgo, sottolinea come l’iniziativa sia un passo importante verso la riparazione di un danno. “Dobbiamo andare verso una nuova cultura di cooperazione coi partner del Sud del mondo, e restituire i beni culturali acquisiti illegalmente non è che l’avvio”.
La spoliazione sistematica delle opere d’arte dei paesi africani è stata compiuta da gran parte dei paesi europei che hanno alle spalle un passato coloniale, con in testa Gran Bretagna, Francia e Belgio. Negli ultimi anni, tuttavia, è cresciuta la spinta per la restituzione dei reperti sottratti illegalmente, che potrebbero essere diverse decine di migliaia.

