«Il periodo della pandemia è stato particolarmente difficile per i giovani: hanno dovuto affrontare la chiusura delle scuole, molto spesso non hanno potuto praticare i loro hobby e hanno avuto difficoltà a incontrarsi con gli amici. Meritano un Anno europeo che li metta al centro dell’attenzione, e meritano di essere ascoltati quando i decisori dell’UE si apprestano a definirne le politiche» – ha dichiarato Simona Kustec, ministra slovena dell’Istruzione, della scienza e dello sport.
Così il 2022, l’anno europeo dedicato ai giovani, renderebbe onore agli sforzi che hanno compito negli ultimi anni. Sarà incentrato sul ripristino di prospettive per i giovani europei che hanno subito conseguenze negative dall’impatto della pandemia, affrontando limitazioni nell’istruzione, per l’accesso al mercato del lavoro o nel fare nuove conoscenze. Perciò sarà il momento di dare loro voce, coinvolgendoli nei processi di consultazione chiave come la Conferenza sul futuro dell’Europa, e in altre politiche a livello europeo, nazionale e locale.
L’Anno europeo della gioventù includerà conferenze e iniziative per promuovere la partecipazione dei giovani al processo decisionale, oltre a campagne di sensibilizzazione per un’Unione più inclusiva, verde e digitale e a studi e ricerche sulla situazione dei giovani nell’UE.

