Un nuovo mondo virtuale, evoluzione e conseguenza delle nostre vite sempre più social ed iperconnesse. Un mondo in cui sarà possibile invitare amici a casa, giocare, fare surf, incontrare i colleghi o partecipare ad un concerto senza spostarsi dal salotto, e tutto in un pochi secondi. È il metaverso e fa gola a molti, per motivi diversi. La parola nasce dalla penna dello scrittore Neal Stephenson, che così ha definito l’ambiente virtuale in cui vive l’avatar digitale del protagonista del suo romanzo Snow Crash, uscito nel 1992.
L’idea di fondo è più o meno questa: tu indossi un visore o un paio di occhiali e ti ritrovi immerso in una gigantesca città virtuale in cui puoi decidere cosa fare, dall’andare al supermercato per la spesa quotidiana al fare festa in “casa” tua o altrove.
È chiaro che questa estensione di internet alla vita reale, già da molti anni favorita dall’e-commerce, dai social network, e più in generale dall’onnipervasità delle informazioni di cui fruiamo tramite internet, è una second life a tutti gli effetti. Un universo parallelo che però questa volta sta facendo un passo assai più lungo ed economicamente promettente. Molte le aziende che hanno già investito milioni di dollari sul progetto: la Meta di Zuckenberg, ma anche Microsoft, Roblox, Epic Games, Tencent, Alibaba e ByteDance.
Oltre 2,7 miliardi di persone (24 milioni nella sola Italia) trascorrono già nel metaverso una grossa parte della loro vita, e si tratta soprattutto dei ragazzi della generazione Z che in Asia ha già dato manforte al fenomeno dei virtual influencer, specie nel campo della moda. L’esempio perfetto è rappresentato da Bangkok Naughty Boo, il personaggio non binario creato in piena pandemia Covid-19 dallo stilista Adisak Kirasakkasem che fa parte di una vera e propria tribù di influencer virtuali “Made in Thailandia”. Diversamente dagli influencer in carne ed ossa, questi personaggi virtuali che “consigliano” acquisti, sembrano piacere molto proprio per la loro neutralità: non hanno scheletri nell’armadio nè posizioni politiche, sono lavoratori instancabili e totalmente controllabili.
Il dubbio del metaverso comunque resta. Tanti i rischi di perdersi, anche solo una giornata di sole, per giocare a vivere da qualche altra parte.

