L’Accademia della Crusca, una delle più prestigiose istituzioni linguistiche dell’Italia e del mondo, ha preso una posizione netta in merito al linguaggio inclusivo, bocciando schwa, asterischi e genere neutro perché non esiste “nel repertorio dell’italiano standard”. Nonostante ciò c’è chi si impegna per un linguaggio più inclusivo anche nella forma.
Il linguista Paolo D’Achille ha scritto che “Non esistendo lo schwa nel repertorio dell’italiano standard, non vediamo alcun motivo per introdurlo”, dato che “l’italiano ha due generi grammaticali, il maschile e il femminile, ma non il neutro Dobbiamo serenamente prenderne atto, consci del fatto che sesso biologico e identità di genere sono cose diverse dal genere grammaticale”
D’Achille ha anche specificato che “è senz’altro giusto, e anzi lodevole, quando parliamo o scriviamo, prestare attenzione alle scelte linguistiche relative al genere, evitando ogni forma di sessismo linguistico. Ma non dobbiamo cercare o pretendere di forzare la lingua al servizio di un’ideologia, per quanto buona questa ci possa apparire”.
