Ogni persona è una storia, scritta giorno dopo giorno e segnata dalle sue esperienze di vita. Se potessimo conoscere le nostre “storie” di sicuro sarebbe più facile comprendersi reciprocamente. Nasce così, in Danimarca l’idea della “biblioteca umana”, una biblioteca in cui i libri sono le persone che si possono prendere “in prestito” per ascoltare la storia della loro vita per 30 minuti. L’obiettivo è quello di combattere il pregiudizio.
Ogni persona ha un’etichetta come: “disoccupato”, “rifugiato”, “bipolare”, etc. Ma accade che ascoltando la loro storia ci rendiamo conto di quanto non si debba giudicare un libro dalla copertina!
Questo progetto innovativo è attivo in oltre 50 paesi ed è nato nella primavera del 2000 a Copenhagen quando i fratelli Ronni e Dany Abergel danno vita alla Menneskebiblioteket: un evento in cui per 4 giorni di fila i “lettori” hanno a disposizione 50 titoli da ascoltare. I titoli però sono persone in carne e ossa, tutte volontarie, e spesso rappresentano minoranze o gruppi stigmatizzati. La sfida agli stereotipi è aperta. Più di mille persone partecipano alla manifestazione che pone le basi della Human Library Organisation. Da allora il progetto si è espanso. Nel corso dei suoi molti viaggi Ronni Abergel ha esportato il format della biblioteca umana, aiutando organizzatori locali e presentando l’innovativa idea ad aziende private e autorità pubbliche. Ad oggi l’organizzazione ha lavorato in oltre 80 stati in ogni angolo del globo, promuovendo la realizzazione di biblioteche viventi negli ambiti più diversi. Il modello si presta alla formazione di futuri educatori e medici, ma anche all’interno delle imprese che vogliano creare un ambiente di lavoro più inclusivo.

