«Ci è stato chiesto di giocare un’amichevole a Benin City, nel bel mezzo di una guerra civile, ma il Santos era così tanto amato che concordarono un cessate il fuoco il giorno della partita. Quel giorno passò alla storia come quello in cui ‘”il Santos fermò la guerra”».
A raccontare questo aneddoto Pelè, tramite i propri account social, riferendosi a quando il suo Santos, nel 1969, partecipò ad un tour in Africa al fine di giocare alcune partite amichevoli, concordate con gli sponsor, con le squadre locali. L’itinerario della squadra brasiliana prevedeva alcune tappe in Congo, Nigeria, Mozambico, Ghana e Algeria
In quel periodo, però, una sanguinosa guerra civile divampava tra Nigeria e Biafra. La situazione era molto particolare. Pelè nel suo libro del 2007 racconta: «I nigeriani ci assicurarono che i Biafrans almeno non avrebbero toccato Lagos mentre eravamo lì. Ricordo un’enorme presenza militare per le strade e grande protezione da parte dell’esercito e della polizia durante il nostro soggiorno in Nigeria. Il clima era molto pesante».
Il Santos arrivò nell’aeroporto di Lagos il 26 gennaio del 1969. Nei giorni precedenti la formazione brasiliana aveva perso per 3 a 2 contro il Congo, a Kinshasa. Nel pomeriggio di quella stessa giornata, invece, era prevista l’amichevole contro la nazionale nigeriana.
Lo stadio era stracolmo di persone, accorse in massa per ammirare le gesta del calciatore più forte del mondo e della sua squadra straordinaria. E nonostante le polemiche nei confronti della Federcalcio nigeriana, accusata di aver speso troppo per quella amichevole, e la guerra civile che imperversava, la partita si gioca regolarmente, senza alcun tipo di problema, con la partita che terminerà 2-2 con doppietta di Pelè che scatena l’entusiasmo dei presenti.
Nulla accadrà in quelle 48 ore, come se effettivamente ci fosse stato un cessate il fuoco temporaneo tra le due fazioni in occasione della presenza di Pelè e della sua squadra.
Lo stesso Pelè dichiarò, nel 2011: «Mi sento fiero di quanto accaduto: con la mia squadra, il Santos, fermammo addirittura una guerra. La gente era così fuori di testa per il calcio che decise di deporre le armi».
Potere del calcio, dirà qualcuno. Anche se qualcun altro si ostina ancora a chiamarlo “solo un gioco”.
Andrea Della Rocca

