L’8 maggio 2021 ha avuto inizio il Giro d’Italia, competizione non solo ciclistica, ma sportiva di grande rilevanza a livello italiano ed internazionale e tutti gli appassionati delle due ruote stanno seguendo attentamente le gesta dei campioni per le strade italiane.
Il Giro d’Italia ha una storia antica. Quest’anno, infatti, si tratta della 104ª edizione della Corsa Rosa: 104 anni di storia. Insomma, tante saranno le storie che il Giro d’Italia racconterà, come tante sono le storie che i Giri d’Italia del passato hanno raccontato.
Alfredo Binda, ciclista italiano partecipante al Giro del 1930, è protagonista di una delle curiosità più clamorose della competizione.
Binda, infatti, aveva vinto per quattro anni consecutivi la Corsa Rosa, dal 1925 al 1929, quindi, nell’edizione del 1930, gli organizzatori decisero di pagare la cifra di 22.500 lire (ad oggi circa €15.000) al ciclista per rinunciare alla gara, poiché stava perdendo interesse, sia da parte del pubblico che da parte degli altri partecipanti, per la troppa superiorità di Binda.
Una cifra equivalente al premio per la vittoria del Giro che Binda accettò a condizione di poter avere la possibilità di correre nelle riunioni su pista a chiamata e partecipò al Tour de France dove, alla Grande Boucle, dopo aver lasciato tutti indietro a Pau, decise di ritirarsi senza un apparente motivo.
Solo diversi anni dopo spiegò di essere tornato a casa perché quel “premio” non era ancora arrivato. I soldi, infatti, arrivarono solo dopo diverse battaglie con la Federazione perché Emilio Colombo, direttore della Gazzetta dello sport e tra coloro che lo spinsero a non gareggiare sotto pagamento, sperava che Binda, con una vittoria al Tour de France, avrebbe potuto chiedere una ricompensa minore.

