Ebrima Darboe, fuggito dal Gambia a 14 anni sopra un barcone e arrivato in Italia dopo un viaggio di sei mesi.
Darboe nasce nel 2001, undici giorni prima della vittoria dell’ultimo scudetto della Roma, dopo il viaggio da incubo, muove i primi passi nel calcio grazie alla scuola calcio dello Young Rieti facendosi notare proprio dalla Roma che lo acquista nel settore giovanile nel 2017.
“Ibra”, questo il soprannome, esordisce con la squadra giallorossa, giocando gli ultimi 10 minuti, nella partita disputata in campionato il 2 maggio contro la Sampdoria.
Il 6 maggio, al minuto 30 della semifinale di Europa League allo Stadio Olimpico di Roma fra Roma e Manchester United, il difensore Chris Smalling esce per infortunio e il giovane gambiano entra al suo posto, giocando per ben un’ora dimostrando una grande personalità in mezzo al campo: “Quando stavo per entrare il mister mi ha detto che sono forte e di giocare tranquillo come sapevo”, ha dichiarato il ragazzo.
La notizia del doppio esordio nel calcio che conta in soli cinque anni da quando è arrivato in Italia è arrivata fino in Africa, dove il ragazzo è diventato una vera e propria star.
Anche lo Young Rieti, squadra che lo ha lanciato, dopo la presenza in Europa League, ha voluto complimentarsi con il ragazzo per il raggiungimento dello straordinario traguardo di aver disputato una partita in una competizione europea.
“Ibra” Darboe è solo uno dei tanti esempi che si possono fare di ragazzi che arrivano da paesi che, per motivi di forza maggiore, non sono vivibili e una delle dimostrazioni che, dopo la sofferenza, con il sacrificio e la voglia di credere nei propri sogni, abbandonando tutto per scappare in un altro paese in cerca di una vita migliore, tutto è possibile. E anche un giovane ragazzo, che non aveva niente come lui, ora ha la vita che sognava e che si meritava.

