Il cappero è un piccolo bottone verde nascosto tra le fessure di un muro al sole, con un profumo intenso e un fiore da vera regina delle favole. Questa pianta “rocciosa” non è solo deliziosa in cucina, ma ha una storia lunghissima e un sacco di segreti da scoprire.
La carta d’identità della pianta
In botanica il cappero è conosciuto con il nome scientifico di Capparis spinosa L. e appartiene alla famiglia delle Capparaceae. Si tratta di un arbusto perenne e strisciante (tecnicamente chiamato suffrutice).
Della pianta mangiamo due parti distinte: i famosi capperi, che in realtà non sono frutti ma i boccioli dei fiori non ancora sbocciati, e i cucunci, che sono invece i frutti veri e propri nati dopo la fioritura.
I suoi habitat preferiti sono le zone calde, aride e assolate del bacino del Mediterraneo (Italia, Grecia, Spagna, Nord Africa). In Italia, le patrie indiscusse del cappero sono le isole vulcaniche di Pantelleria e le Eolie (specialmente Salina), ma la pianta cresce spontanea anche su scogliere, vecchi muri in pietra e rupi calcaree di quasi tutte le coste centro-meridionali.
Sul territorio nazionale si stima una superficie coltivata dedicata al cappero di circa 200–250 ettari, concentrata quasi interamente in Sicilia e nelle sue isole minori, a cui si aggiungono le tantissime piante spontanee sparse lungo il territorio.
Come cresce e come si cura
Il cappero è una pianta super-resistente che odia il freddo e l’acqua in eccesso, ma ama il sole battente.
Terreno e clima
Preferisce terreni poveri, calcarei e ben drenati. Non soffre quasi mai la sete: le sue radici lunghissime scavano in profondità nelle roccia per cercare l’umidità.
Propagazione: Si può seminare in primavera, ma per facilitare la crescita gli agricoltori utilizzano spesso le talee (rami tagliati da una pianta madre e radicati nel terreno).
Gestione agronomica: Richiede pochissime cure. In inverno la pianta va in riposo vegetativo e subisce una potatura drastica (si tagliano i rami secchi a pochi centimetri dalla base). In primavera germoglia di nuovo e non ha bisogno di concimi chimici né di grandi quantità d’acqua.
La raccolta del cappero avviene manualmente ed è abbastanza faticoso. Questa avviene tra maggio e agosto, ogni 8-10 giorni, alle prime luci dell’alba prima che il caldo diventi soffocante. Si staccano solo i boccioli ancora ben chiusi, sodi e piccoli (più sono piccoli, più sono pregiati).
I capperi non si mangiamo tal quale ma si trasformano e dopo un periodo difficile maturazione sottomil sale,si possono utilizzare in cucina. Questo perché i capperi appena raccolti sono amari e non si possono mangiare freschi. Vengono messi a maturare in tini o botti con sale marino grosso (circa il 20-30% del loro peso) per circa 30-40 giorni, mescolandoli ogni giorno. Il sale elimina l’amaro e sviluppa il loro caratteristico aroma. In alternativa, possono essere conservati sott’aceto o sott’olio.
Storie, miti e leggende
Il cappero viaggia nella storia dell’uomo da millenni
Nella Bibbia viene citato nel libro dell’Ecclesiaste come simbolo del desiderio che svanisce e della fragilità della vita.
Presso gli antichi Greci e Romani i medici dell’antichità (come Dioscoride e Plinio il Vecchio) usavano le sue radici e la sua corteccia come medicina per alleviare il mal di denti e i dolori di stomaco.
La leggenda della “fata delle rocce”
Un racconto popolare siciliano narra che i fiori del cappero (che sbocciano di notte e durano solo 24 ore) siano in realtà i vestiti da ballo dimenticati al mattino dalle fate della scogliera, che fuggono prima dell’alba per non farsi catturare dai raggi del sole.
In cucina è molto pregiato e richiesto. Però è bene ricordare che prima di cucinare i capperi sotto sale, vanno sempre dissalati mettendoli a bagno in una ciotolina d’acqua tiepida per circa 20-30 minuti, cambiando l’acqua un paio di volte.
Ricette
Pesto “Eoliano” per la pasta
Ingredienti: 2 cucchiai di capperi dissalati, 10 pomodorini ciliegino, 10 mandorle pelate, qualche foglia di basilico, un pizzico di origano, olio extravergine d’oliva.
Metti tutti gli ingredienti in un mixer (o usa un mortaio per divertirti come una volta).
Frulla a scatti fino a ottenere una crema grossolana.
Usa la salsa per condire gli spaghetti o spalmarla sul pane tostato!
Insalata estiva di patate e capperi
Ingredienti: 3 patate lesse, 1 cucchiaio di capperi dissalati, qualche oliva nera, olio d’oliva, un goccio di limone o aceto.
Taglia le patate lesse a tubetti.
Unisci i capperi dissalati e le olive nere.
Condisci con olio, un pizzico di sale e una spruzzata di limone: il contorno perfetto per le giornate calde

