La prima Barbie con la sindrome di Down
La Mattel ha lavorato a stretto contatto con l’associazione americana National Down Syndrome Society
Barbie, la bambola più fashion e chiacchierata da 64 anni a questa parte, ha prodotto la prima Barbie con sindrome di Down.
Dopo la prima Barbie con fisicità “curvy”, il Ken sulla sedia a rotelle e diversi modelli con le protesi, la Mattel continua con un nuovo personaggio, una bambola con la sindrome di Down.
Lo scopo è senz’altro educativo per tutti i bambini, da una parte i bambini e le bambine con sindrome di Down hanno un giocattolo che li rappresenta e dall’altra gli altri bambini potranno considerare questa bambola uguale alle altre perché la diversità è normalità.
Qualsiasi forma di disabilità o diversità diventa, attraverso il gioco, diventa fonte di educazione e di inclusione: è un fatto naturale, è consuetudine senza fare troppi giri di parole o spiegazioni.
Molti altri hanno già sperimentato la diversità attraverso i giochi ma la Barbie, grazie alla sua popolarità, avrà sicuramente più credibilità rappresentando non una bambina, ma una donna con sindrome di Down orgogliosa e determinata, proprio come tutte le Barbie.
la Sindrome di Down non è una malattia.
La sindrome di Down, o trisomia 21, è causata dalla presenza di una copia in più del cromosoma 21: tre copie invece di due. Per questo motivo è denominata anche trisomia 21.
Normalmente, le cellule del corpo umano contengono 46 cromosomi.
Un bambino eredita 23 cromosomi dalla madre e 23 cromosomi dal padre.
In questo caso i cromosomi sono 47.

