La frutta e la verdura fresche nell’UE sono contaminate dai pesticidi più pericolosi. È questa la conclusione di uno studio durato 9 anni e condotto dalla Pesticide Action Network (PAN) Europe.
L’analisi ha rilevato un aumento del 53% dei pesticidi tossici. I frutti più contaminati sono stati le more, 51%, seguite da pesche (45%), fragole (38%), ciliegie (35%) e albicocche (35%). Per quanto riguarda le verdure, le sostanze chimiche erano presenti soprattutto nel sedano (50%), nel sedano rapa (45%) e nel cavolo riccio (31%).
“C’è stato un aumento di vari pesticidi che si trovano in un solo frutto”, ha spiegato Angela Rupp di Pan Europe. “E questo lo chiamiamo effetto cocktail che può verificarsi”, ha aggiunto. “Una sostanza di un pesticida può avere un certo effetto. E se sullo stesso frutto viene aggiunto anche un altro pesticida, questi due pesticidi possono interagire e avere effetti che non sono nemmeno stati studiati”, ha sottolineato.
Secondo gli autori dello studio, questi risultati rivelano una mancata applicazione delle leggi da parte degli Stati membri a scapito della protezione dei consumatori. L’aumento dell’esposizione va anche nella direzione opposta rispetto all’obiettivo di riduzione dei pesticidi della “Farm to Fork Strategy” europea (Dal produttore al Consumatore).
“Non si tratta di demonizzare gli agricoltori. Sono sottoposti a molte pressioni. Si tratta di fare pressione sulle autorità, sugli Stati membri e sull’UE affinché sostengano gli agricoltori, adottino tecniche alternative e modifichino le regole per limitare ancora di più i residui di pesticidi”, ha proseguito Rupp.
La Commissione europea però parla di progressi. Progressi che vanno di pari passo con la transizione green nel settore agricolo.

