La Finlandia e la Svezia sono pronte ad entrare nella Nato. Da tempo si parlava di un possibile ingresso dei due Paesi scandinavi nell’Alleanza atlantica. Ma l’annuncio formale – da parte delle premier dei due Paesi, Magdalena Andersson e Sanna Marin – conferma un’adesione sempre più probabile. Il pressing è dato dalla preoccupazione che, fuori dalla Nato, possa ripetersi di nuovo quello che Mosca ha fatto con l’Ucraina. L’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca ha accelerato le mosse di Helsinki e Stoccolma, preoccupate per l’alta tensione con la vicina Russia.
Sia Svezia che Finlandia sono già partner della Nato, ma non membri. Questo non è abbastanza per poter chiamare in causa gli altri Paesi in caso di attacco armato al loro territorio. Nell’art.5 del Patto Atlantico, infatti, si legge: “Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti”.
Questa decisione, tuttavia, non piace alla Russia. Come l’Ucraina, anche la Finlandia confina con la Russia, per 1.300 chilometri. Per Putin significherebbe perdere gli Stati cuscinetto che storicamente hanno separato i Paesi dell’Alleanza con la Federazione russa. Così Mosca ha inviato mezzi militari e uomini al confine con la Finlandia in una sorta di monito.
Finlandia Nel 1809 – al termine di una guerra tra Impero russo e Svezia – nasce il granducato di Finlandia, che entra a far parte dei territori di Mosca. Diventerà indipendente nel 1917, ma durante la Seconda guerra mondiale il Cremlino proverà a riprenderne il controllo: l’Unione Sovietica attacca il Paese il 30 novembre 1939. Con il Trattato di Mosca del marzo 1940, Helsinki è stata costretta a cedere all’Urss il 10% del proprio territorio. Alla fine del secondo conflitto mondiale, la Finlandia perse importanti territori in favore di Mosca con i trattati di Parigi del 1947. Tra questi, lo sbocco al mare di Barents e parte della Carelia. Un anno dopo, il Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza decretava la neutralità militare di Helsinki. Tra le altre cose, si impediva alla Finlandia di permettere che il suo territorio venisse utilizzato per un attacco all’Urss. Dal 1995 la Finlandia è parte dell’Unione europea. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Finlandia avvia una cooperazione militare con l’Occidente e la Nato. L’annessione russa della Crimea nel 2014 ha portato Helsinki e l’Alleanza atlantica ad avere rapporti ancora più stretti. Fino ad adesso, però, la Finlandia non aveva mai abbandonato apertamente il suo status neutrale.
Svezia La neutralità svedese fu proclamata ufficialmente nel 1834 da re Gustavo XIV. I suoi rapporti con gli Stati avversari di Mosca hanno sempre suscitato l’attenzione del Cremlino. Nel 1941, ad esempio, Stoccolma permise alle forze tedesche di transitare attraverso il suo territorio fino al fronte finlandese, per evitare che l’Armata rossa dilagasse fino ai suoi confini. Nel 2015, dopo il passaggio della Crimea alla Russia, Stoccolma decise di restaurare la sua antica politica di “difesa totale”, simile a quella di Kiev: i cittadini sono chiamati a difendere la patria in caso di attacco. Pur mantenendosi neutrale, ogni tre anni la Svezia guida il Gruppo tattico nordico dell’Ue. Si tratta dell’unità militare europea composta dagli eserciti dei Paesi membri. Come Helsinki, anche Stoccolma ha partecipato a diverse esercitazioni Nato. Fa inoltre parte della Nordefco, gruppo di cooperazione militare che include anche Norvegia, Islanda, Finlandia e Danimarca. La Svezia è considerata un Paese importante per l’industria bellica (produce tecnologie radar e droni).
Che cos’è La NATO? Acronimo dall’inglese North Atlantic Treaty Organization, è l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord. Si tratta di una organizzazione internazionale per la collaborazione nel settore della Difesa. La sede è a Bruxelles e l’attuale segretario generale è il norvegese Jens Stoltenberg. Il Patto Atlantico è il trattato con cui la NATO è stata istituita e venne firmato il 4 aprile 1949 a Washington. Al momento sono 30 gli Stati che ne fanno parte, ma sono previsti ulteriori allargamenti.
Dopo la Seconda guerra mondiale, il mondo si divise in due blocchi con l’Unione Sovietica da una parte e l’Occidente dall’altra, guidato dagli Usa. Il timore di un dilagare dell’ideologia comunista portò all’idea di creare un’alleanza per garantire la sicurezza occidentale da eventuali mire di espansione sovietiche. I Paesi fondatori della NATO furono Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Il concetto di base dell’alleanza era quello della “difesa collettiva” contro un attacco armato “contro una o più di esse”. Insomma un’azione militare dell’Unione Sovietica avrebbe trovato pronta una reazione collettiva. I sovietici replicarono con qualcosa di simile creando il Patto di Varsavia.

