Giovedì mattina, ancora assonnati, la prima notizia sul display del cellulare è stata “Putin ha invaso l’Ucraina”. Da quel momento la giornata ha preso un retrogusto amaro. Forse perché alla storia si aggiunge un nuovo capitolo, crudo e inutile, quello della guerra. In Europa… Europa porta con sé valori quali democrazia, libertà, diritti umani e dignità umana. Così un conflitto armato sconvolge e inquieta, non solo perché al centro c’è il destino del governo e del popolo ucraino, ma per le sorti che attendono l’Occidente e gli attori che guidano lo scenario globale.
Al termine della Seconda guerra mondiale, scoppiata appena vent’anni dopo la prima e durata dal 1939 al 1945, i popoli erano determinati a impedire che un simile orrore potesse ripetersi in futuro. Tra il 1945 e il 1950 alcuni uomini politici europei, tra i quali Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Winston Churchill, avviarono il processo che avrebbe condotto alla creazione dell’odierna Unione europea. In Europa occidentale furono create nuove strutture volte a realizzare l’unione economica e politica tra i paesi europei allo scopo di far regnare stabilmente pace e prosperità.
“Ancora una volta nel cuore dell’Europa, donne, uomini e bambini innocenti stanno morendo o temono per le loro vite” – lo ha affermato Ursula von der Leyen, presidentessa della Commissione Eu, in una dichiarazione in cui condannava l’invasione militare russa. L’Ue e i suoi partner hanno agito con sanzioni per colpire l’economia della Russia e la “capacità di Putin di finanziare la sua macchina da guerra”. Come per esempio estromettere la Russia dal sistema Swift, ossia il circuito globale che più di 11mila banche usano in tutto il mondo per confermare ordini, pagamenti, operazioni. L’Ue ha confermato lo stop alle transazioni con la banca centrale russa e il congelamento dei suoi asset all’estero. Questa decisione isola ulteriormente il Paese dalla comunità finanziare globale, ma questo potrebbe essere uno svantaggio economico per alcuni Paesi Eu, che vi dipendono (es. per il gas ).
Parte degli esseri umani non impara niente né dalla storia né dal presente o non vuole imparare. E così sceglie di agire con le armi, le cui conseguenze sono pagate dagli innocenti, costretti a fuggire dal proprio paese, a vivere nella miseria e nella sofferenza. Poi ce ne sono altri, che pur non avendo vissuto certi drammi li hanno acquisiti dai libri di storia, perciò sono consapevoli della loro crudeltà. Così scelgono di non subire, di non rimanere in silenzio, di opporsi. Scendono in piazza per chiedere il cessate il fuoco e dimostrare solidarietà al popolo ucraino. Ai cortei, tante bandiere blu e gialle e quelle della pace. In Italia si sfila a Milano, Torino, Roma, Firenze, Napoli, Palermo e Cagliari. Le principali capitali europee accolgono la folla che si oppone: da Berlino a Parigi, da Vienna ad Atene. Gente in strada anche a Ginevra, Svizzera; a Washington davanti alla Casa Bianca. Non solo, anche a San Pietroburgo e Mosca la popolazione si è schierata per lanciare il suo grido di dissenso contro le decisioni prese da chi li governa, pur sapendo di rischiare.

