«È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito» – molti non saprebbero attribuirla, ma è talmente celebre e attuale, che rimbomba nella nostra mente al punto d’averla fatta “nostra”. Una storia senza tempo quella raccontata ne Il Piccolo Principe, classico di Antoine de Saint-Exupéry, capolavoro riconosciuto a livello internazionale e divorato da più di una generazione.
Il manoscritto de Il Piccolo Principe viaggia per la prima volta in Francia questa settimana, nell’ambito di una mostra sul suo leggendario autore, Antoine de Saint-Exupery. Parigi, precisamente Musée des Arts Décoratifs (MAD), dal 17 febbraio al 26 giugno 2022, ospiterà la prima grande esibizione francese su questo volume. À la rencontre du petit prince, questo il titolo, raccoglie più di seicento pezzi, che celebrano la vita di Saint-Exupéry, scrittore e poeta, ma anche giornalista, aviatore, filosofo e inventore, animato per tutta la vita da un ideale umanistico, vero motore della sua opera.
Il pilota-esploratore scrisse la sua storia su un principe alieno e sui suoi viaggi interstellari mentre era in esilio negli Stati Uniti nel 1942, dopo essere fuggito dalla Francia, invasa dai nazisti. Lasciò gli Stati Uniti l’anno successivo per combattere sul fronte nordafricano, consegnando il manoscritto alla sua amante, la giornalista Sylvia Hamilton: «Vorrei darti qualcosa di splendido, ma questo è tutto quello che ho», disse Exupéry, presentandosi alla sua porta. Silvia, nel 1968, lo avrebbe ceduto a quella che oggi è la Morgan Library&Museum di New York, dove tuttora è conservato. L’autore non sarebbe mai tornato dalla guerra (per una missione nel Mediterraneo nel 1944): il suo aereo scomparve davanti alla costa di Marsiglia e fu localizzato e recuperato solo nel 2004. È morto senza mai sapere del successo mondiale del suo libro.

