Verica e suo marito vivono a Stari Kostolac, in Serbia, in una casa che sorge vicino a un sito archeologico, costruita con mattoni vecchi di oltre 1600 anni. Un luogo pieno di risorse, come quando: “Stavamo arando il campo di patate – dice Verica Ivanovic, 82 anni – e mentre scavavo guarda un po’ cosa trovo? Un cammeo, so benissimo cosa sia un cammeo. Brillava. E pensare che ero lì lì per andarmene, poi sono tornata sui miei passi e ho frugato ancora con la zappa e ho scoperto una spilla con un bellissimo volto di donna. Che adesso è al museo”.
Fu il nonno a costruire l’abitazione per la famiglia alla fine della Prima guerra mondiale, servendosi di tutto quello che trovava nei campi. Molte altre case erano state costruite con mattoni storici ma nella maggior parte dei casi i proprietari si sono trasferiti nei centri urbani. Oggi, Emilija Nikolic, ricercatrice dell’Istituto archeologico di Belgrado, ha datato i mattoni della casa degli Ivanovic: risalgono al III o al 4 secolo dC e nella zona è facile trovare pezzi di pavimentazione risalente a quel periodo. Pur sapendo che c’è ancora da scavare e trovare.
Il paesino di Stari Kostolac sorge vicino a quella che era Viminacium, città e roccaforte militare dell’Impero romano. Viminacium fu capoluogo di provincia della Mesia, abitata fino ai primi secoli dopo Cristo del primo Millennio. Ma l’invasione degli Unni nel V secolo segnò l’inizio del declino e la città fu abbandonata con l’arrivo degli Slavi nel VII secolo. Secondo gli specialisti, 30.000 persone vivevano nella città all’apice del suo splendore. Sono state trovate più di 14.000 tombe, che la rendono una delle necropoli più importanti dell’Impero Romano mai scoperte. Qui sono stati scoperti decine di migliaia di oggetti ed edifici, tra cui terme romane con pareti e pavimenti riscaldati, poi una flotta di navi. Il sito resta unico in quanto nessuna altra città è venuta dopo, rimanendo l’unica grande città romana della zona.

