A partire dall’estate, la Slovacchia ha vietato alcuni articoli di plastica monouso come piatti e posate. Ora il governo sta incoraggiando i supermercati a sostituire i sacchetti di plastica con alternative compostabili. Dato che non c’è un vero e proprio divieto governativo sui sacchetti, le catene di supermercati hanno iniziato a offrire delle alternative, cercando di distinguersi con un approccio ecologico. Tant’è che da quando il governo ha introdotto un prezzo minimo per i sacchetti di plastica, il loro uso è diminuito drasticamente. Tuttavia, è ancora troppo elevato per gli standard europei.
Nel 2019 il paese con il più basso consumo di sacchetti di plastica è stato il Portogallo, con solo 8 sacchetti per persona. Gli slovacchi, invece, hanno consumato in media 105 sacchetti a testa. In cima alla lista c’è la Lituania, dove ogni persona ha usato 332 sacchetti durante l’anno. Un danno per l’ambiente perché le microplastiche sono dannose per il suolo, l’acqua e l’aria”. Dal prossimo anno, la Slovacchia introdurrà nei supermercati un deposito di 15 centesimi sulle bottiglie di plastica.
Cosa succede negli altri Paesi europei sul fronte plastica? La Spagna dice no a frutta e verdura venduta in confezioni di plastica a partire dal 2023. Una misura simile in Francia, che dovrebbe vedere la luce nel 2022. Una trentina di prodotti ortofrutticoli (kiwi, zucche, cavoli…) non saranno più venduti in confezioni di plastica monouso, con l’obiettivo di ridurre l’abuso di imballaggi entro il 2040.

