Tra sabato 30 e domenica 31 ottobre è tornata l’ora solare: le lancette si spostano indietro di un’ora e si dorme di più, ma si perde un po’ di luce.
L’ora solare è quella che entra in vigore l’ultima domenica di ottobre. L’ora legale è stata introdotta nel 1966 – entra in vigore l’ultima domenica di marzo – per sfruttare al meglio le ore di luce della bella stagione. Parlare di lancette è ormai in disuso, dato che gli strumenti digitali se ne occupano da soli.
Dal 1996 il sistema ora legale-ora solare è uguale in tutti i Paesi europei. Ovvero, tutti spostano le lancette avanti di un’ora l’ultima domenica di marzo; indietro di un’ora l’ultima domenica di ottobre. Nel 2018 la Commissione europea ha condotto una consultazione online sul tema del cambio dell’ora, ottenendo 4,6 milioni di risposte provenienti da tutti gli Stati membri. Circa l’84% dei partecipanti si è espresso a favore dell’abolizione del cambio dell’ora. Così, nel 2018, il Parlamento Europeo ha messo fine all’obbligo del cambio dell’ora due volte l’anno e ha chiesto ai singoli Paesi di scegliere quale dei due orari adottare per tutto l’anno. Il motivo della richiesta risiedeva nel fatto che mentre in paesi come la Spagna o l’Italia l’ora legale allunga le giornate, al Nord, dove le giornate sono già più estese, tale effetto non produce alcun beneficio. Il dibattito però è ancora aperto e i Paesi hanno posizioni diverse.
In realtà, l’Italia è per mantenere il sistema attuale, ovvero il cambio dell’ora. Altri Paesi sono invece favorevoli all’orario unico tutto l’anno, ma se alcuni, come la Francia, propendono per l’ora legale, i Paesi del Nord vorrebbero per 12 mesi l’ora solare.

