Il 25 marzo è il Dantedì, la Giornata dedicata a Dante Alighieri istituita nel 2020 dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro Dario Franceschini.
Perché il 25 Marzo?
Secondo i dantisti, il 25 Marzo è il giorno in cui ha inizio il viaggio del sommo poeta nell’aldilà della Divina Commedia.
Dante Alighieri è da tutti considerato il padre della lingua italiana. La Divina Commedia, la sua opera più importante, può, a ragione, essere considerata un vero e proprio manuale di cultura medievale, nel quale la complessa struttura del mondo viene rispecchiata da un particolare utilizzo dei numeri. Infatti, se per noi uomini del ventunesimo secolo i numeri rappresentano solo delle quantità, per l’uomo del Medioevo i numeri avevano un significato preciso ed esprimevano l’ordine e l’armonia dell’Universo.
I numeri che maggiormente si ripetono nel poema sono l’uno, il dieci, il tre, il nove e il sette.
Vediamoli:
L’uno è il numero che genera tutti gli altri numeri, per questo rappresenta l’origine di tutte le cose, la perfezione, l’assoluto e la divinità (Dio), è significato di Pienezza e Completezza.
Indica anche l’unità di Dio, l’unicità di Cristo, l’unità della Chiesa e del genere umano.
Il tre: tre sono le Cantiche. Le strofe sono di 3 versi, per questo dette TERZINE. Tre sono i REGNI: Inferno, Purgatorio, Paradiso. Tre sono le Virtù teologali: Fede, Speranza, Carità. Tre le donne che dal cielo corrono in aiuto a Dante: la Vergine, Santa Lucia e Beatrice. Tre sono le guide nel suo viaggio attraverso l’oltretomba cristiano: Virgilio (simbolo della ragione), Beatrice (simbolo della Grazia santificante), San Bernardo (simbolo della Fede).
In generale il numero 3 richiama laTrinità. Ma Dante contempla anche il suo valore negativo perché in natura non c’è essere vivente che cammina con tre gambe; e infatti tre sono gli animali incontrati nella selva oscura: la lupa, simbolo dell’incontinenza, la lonza, simbolo di frode, il leone, simbolo di violenza; tre sono le gole di Cerbero; tre i volti di Lucifero, con le tre bocche che masticano Bruto e Cassio, traditori di Cesare, e Giuda traditore di Gesù; tre sono i fiumi infernali: l’Acheronte, lo Stige e il Flegetonte; tre le principali categorie dei peccati puniti dell’Inferno (Incontinenti, Violenti e Fraudolenti).
Il numero sette: sette sono i giorni della settimana e sette sono i giorni della durata del viaggio di Dante nell’Aldilà; sette sono i giorni della creazione della Terra e sette sono i Sacramenti; sette sono le piaghe d’Egitto raccontate nella Bibbia; sette sono le Muse. Sette sono i Vizi Capitali (Superbia, Avarizia, Lussuria, Gola, Invidia, Ira, Accidia). Sette sono le cornici del Purgatorio.
In generale il sette è il numero della perfezione umana, intesa come riepilogo completo delle possibilità dell’uomo e settanta è il numero della vita perfetta (da cui la perifrasi dantesca che, nel primo verso del poema, indica i trentacinque anni di età del poeta).
Il numero nove: è considerato un numero sacro dagli antichi. Rappresenta la perfezione massima perché è il numero quadrato del 3. Il nove rappresenta il cambiamento, l’invenzione e la crescita. L’Inferno è formato da 9 cerchi in cui sono condannati i peccatori. Nove sono i cieli del Paradiso e questo numero è considerato il numero simbolo di Beatrice –> BeatrIX.
Il numero dieci: l’inferno è formato da 9 cerchi più una selva = Totale 10. Nel Purgatorio troviamo sette cornici più la spiaggia, l’antipurgatorio e il paradiso terrestre = Totale 10. Per il Paradiso abbiamo nove cerchi angelici più l’Empireo = Totale 10.
Il numero 10 per i medievali era il numero della perfezione (tetractys), infatti il dieci rimanda anche all’Unità poiché 10=1+0=1 secondo il metodo della riduzione teosofica. Nel 10 sono contenuti egualmente il pari (quattro pari: 2, 4, 6, 8) e il dispari (quattro dispari: 3, 5, 7, 9), senza che predomini una parte. Per Dante il numero 10 potrebbe essere visto anche come l’incontro tra il 7, il numero dell’uomo e il 3, il numero di Dio. In questo senso il 10 potrebbe essere visto come il numero della misericordia. E’ questa la ragione per cui Dante colloca l’ascesa al cielo del Sole, e quindi al puro paradiso, nel decimo canto; per la stessa ragione il Sole, il più perfetto dei 7 pianeti, è messo in rilievo nella decima terzina del decimo canto.
Il numero 13: il 13 può essere visto come 10 + 3, quindi simbolo della misericordia (10) divina (3). Il 13 indica Gesù, che era il tredicesimo nell’ultima cena. Gli Egizi lo consideravano un numero fortunato: per questo popolo, infatti, 12 erano i gradini della scala che conduceva verso la vita eterna e solo toccando il tredicesimo gradino si passava all’immortalità.
Il numero trentatrè: indica gli anni di Cristo. E’ il numero dei Canti per ogni Cantica (+ 1 d’introduzione nell’Inferno). E’ il numero delle sillabe di una terzina (verso endecasillabo cioè di 11 sillabe x 3 = 33 ). Inoltre il 33 è la risultanza di 11 x 3 (numero della giustizia divina) perché 11 è il numero simbolo della Giustizia e 3 è il numero simbolo della Trinità.
Infine, il numero 100: il poema è composto da 100 canti distribuiti in tre cantiche: Inferno Purgatorio e Paradiso, ognuno composta da trentatré canti (più uno di introduzione) Inferno 33+1 Il Purgatorio 33 il Paradiso 33 1+33+33+33 con un totale di 100 canti.

