Che tristezza un mondo senza colori. Anche perché sarebbe un mondo… tutto grigio. Ma il colore è nelle cose o nella luce? Ce lo spiega la scienza.
Verde come il prato e il cavolo, blu come il mare e gli occhi di una splendida ragazza…
Quando il sole splende alto nel cielo tutto è colorato. Poi, quando tramonta, le tonalità cambiano e sfumano fino a scomparire del tutto quando fa buio. Ma, allora, il colore è nelle cose o nella luce?
A rispondere ci ha pensato Isaac Newton che, a partire dal 1660, iniziò a fare una serie di esperimenti con la luce del sole. Lo scienziato inglese si accorse che, se fatta passare attraverso un prisma, la luce si scompone in una serie di 7 colori, che insieme formano lo spettro di luce visibile.
Quindi nella luce sono contenuti raggi di lunghezza diversa. Tutti insieme appaiono come un unico colore bianco, ma se osservati separatamente sono percepiti come colori diversi e ogni cosa riflette la luce in maniera diversa. Un oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco, uno che le assorbe tutte è visto come nero e quello che invece le assorbe tutte tranne una, ha il colore corrispondente a quell’unica onda.
Esempio: la clorofilla delle piante, è “allergica” alla radiazione verde, la riflette e, così, noi vediamo le foglie proprio di quel colore. In autunno, la clorofilla inizia a diminuire, prevalgono altre sostanze (i caroteni) che riflettono la luce in modo diverso e i boschi diventano gialli, rossi, marroni…
I colori influenzano in vari modi anche la nostra la mente e secondo alcuni possono persino modificare il nostro umore. Nei Paesi nordici, dove per tutto l’anno c’è molta meno luce, spesso le case sono dipinte con colori sgargianti per comunicare allegria. Negli ospedali, al contrario, si usa quasi sempre l’azzurro perché comunica calma e tranquillità. In tutto il mondo si attribuiscono ai colori dei significati che possono essere anche molto diversi. In molti Paesi dell’Asia, ad esempio, ai funerali ci si veste di bianco e ai matrimoni di rosso, mentre da noi si usano rispettivamente il nero per i funerali e il bianco per i matrimoni, che consideriamo come simbolo di purezza, per nulla legato alla morte.
Gina Chiacchiaro

