E ancora una volta è guerra aperta tra Israeliani e Palestinesi di Hamas
Le notizie fanno paura ed è normale essere preoccupati … anche presidenti e primi ministri di tutte le nazioni del mondo sono preoccupati per l’improvviso scoppio di una nuova guerra.
Tutto è iniziato lo scorso sabato 7 ottobre, quando i terroristi di Hamas, partiti da Gaza hanno lanciato un attacco a sorpresa contro Israele. La “striscia” di Gaza è una zona situata lungo la costa del Mediterraneo tra l’Egitto e Israele, lunga 40km e larga 10km, in cui vivono oltre di 1,4 milioni di palestinesi.
Centinaia di combattenti di Hamas hanno superato le barriere che segnavano il confine tra la Striscia di Gaza e lo stato ebraico e hanno attaccato almeno 20 comunità israelite. L’operazione combinata terrestre, aerea e marittima ha colto Israele alla sprovvista e lasciato il resto del mondo incredulo.
Israele ha risposto immediatamente, con pesanti attacchi aerei contro i quartieri di Hamas a Gaza.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che la campagna militare sarà lunga fino al completo annientamento di Hamas. “Quello che è successo oggi non è mai stato visto prima in Israele e farò in modo che non accada di nuovo. Questa guerra sarà difficile… ma vinceremo questa guerra anche se il prezzo sarà molto alto” ha detto in un discorso alla nazione.
Bisogna anche ricordare che, solo nel mese di maggio di quest’anno, la Striscia di Gaza ha subito 11 giorni di bombardamenti. Purtroppo, il confronto armato tra Gaza e Israele è continuo e affonda le sue radici fin da quando nel 1948 le Nazioni Unite riconobbero agli Ebrei il diritto a creare lo Stato d’Israele.
Infatti, il 14 maggio 1948, il leader sionista David Ben-Gurion proclamò l’indipendenza dello Stato di Israele! Gaza da allora fu controllata dall’Egitto fino al 1967. Dopo, la guerra del Kippur, passò sotto il controllo israeliano. Nel 2005 l’esercito israeliano formalmente si è ritirato dalla Striscia, ma di fatto continua a detenere il controllo dei confini, dello spazio aereo e di mare.
L’alba del nuovo Stato fu motivo di gioia tra gli immigrati ebrei in Palestina, ma lo sfollamento di massa e la sofferenza per i loro vicini arabi palestinesi crearono un conflitto che dura da allora.
Oltre 760.000 palestinesi abbandonarono le loro case o fuggirono verso gli stati vicini arabi che si opposero fin dall’inizio alla fondazione di Israele confinanti con Israele. Per i Palestinesi fu una “catastrofe” chiamata “Nakba”.
La divisione non è stata mai accettata dai paesi arabi che si sono armati contro Israele. In tutti questi anni si sono susseguiti conflitti su conflitti e lo Stato palestinese non è mai riuscito veramente a esistere. Nel 1993 fu firmato un accordo di pace e i palestinesi riconobbero l’esistenza di Israele e Israele riconobbe l’autonomia della Striscia di Gaza.
Israele ha firmato trattati di pace con l’Egitto, con la Giordania e perfino con L’OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), purtroppo, il processo di pace, con un accordo “Due popoli e due Stati” che vivono in pace, non si è mai completato a causa di posizioni estremiste presenti nei campi opposti, e il conflitto è diventato permanente. Il “fuoco” che cova sotto la cenere, come un vulcano, periodicamente divampa e uccide, oltre a migliaia di innocenti, anche la speranza che un giorno la Terra Santa possa ritrovare la “Pace”.

