È il 7 luglio 1881 quando “La storia di un burattino” esce sul primo numero del Giornale per i Bambini. Da allora Pinocchio entra nell’immaginario narrativo e non solo: “Le avventure di Pinocchio” è infatti una delle opere letterarie italiane più tradotte (l’Unesco ha censito 240 versioni in diverse lingue) e numerosi sono gli adattamenti per gli schermi e per le scene. Ma oggi, a 140 anni di distanza, il burattino che voleva diventare un ragazzo vero presenta nuove e affascinanti suggestioni: la vicenda di Pinocchio è emblematica rispetto agli scenari dell’Intelligenza Artificiale e dei robot.
E oggi, 7 luglio, nella Sala del Basonato a Fiesole, una riflessione e una dimostrazione di intelligenza artificiale per celebrare i 140 anni dalla pubblicazione del libro “Pinocchio”. Con la partecipazione del robot P140 che dialoga con i partecipanti.
Al robot “P140”, che è in grado di dialogare in linguaggio naturale, sono state date le sembianze di Pinocchio per celebrare i 140 anni dalla pubblicazione del libro “Pinocchio”.
Pinocchio è un burattino che si muove autonomamente, senza fili, senza burattinaio. Come i nuovi robot, che con l’Intelligenza Artificiale sono in grado di apprendere automaticamente e di agire autonomamente. Sanno anche mentire? E se mentono, siamo noi in grado di accorgercene? Sono queste le domande che avvieranno una riflessione e una dimostrazione.
La dimostrazione sarà affidata al robot P140, un Artificial Human che ha l’aspetto di Pinocchio: è stato sviluppato dai ricercatori di QuestIT per i 140 anni del libro Pinocchio e sarà protagonista di un dialogo con i partecipanti.

