I robot ballano, abbracciano, fanno le smorfie e preparano il caffè…
Nel 2020 si festeggia il centenario della nascita di Isaac Asimov, scienziato e scrittore famoso per i suoi romanzi di fantascienza, molti dei quali dedicati proprio ai robot.
Nei libri di Asimov, tutti i robot venivano progettati per obbedire a tre leggi: non far male agli esseri umani, obbedire agli ordini e proteggere sé stessi.
In realtà, per far funzionare i robot gli ingegneri usano reti neurali artificiali, ovvero algoritmi che simulano il funzionamento del cervello umano. Queste macchine ricevono moltissimi esempi di un’azione e, dopo un po’, imparano a ripeterla. Quindi i robot apprendono a furia di copiare, un po’ come si fa a scuola.
I robot non pensano come noi, ma eseguono dei programmi e possono pianificare un percorso per andare da una stanza all’altra, o una serie di compiti per raggiungere un obiettivo. Però non provano emozioni e non sono in grado di avere idee originali. I robot pittori e musicisti sanno solo copiare stili che esistono già.
Costruire un robot è “semplice” è alla portata anche di studenti delle scuole medie. Tuttavia, per fare della robotica una professione è necessario conoscere tante materie come la matematica, la fisica, l’informatica, l’elettronica, la meccanica e l’intelligenza artificiale, ma anche guardare i cartoni animati in modo da creare macchine dalle sembianze amichevoli e affidabili. A volte infatti le persone possono essere intimorite da questi automi. Ma non sono in competizione con noi. È importante imparare a con-vivere con i robot per costruire un mondo migliore.

