Il Cilento è terra di miti e leggende. La costa, in particolare, è tratteggiata dal mito:
- Castellabate rivive nella Sirena Leucosia,
- Centola e Camerota rivivono nel mito di Palinuro, nocchiero di Enea, innamoratosi di Kamaraton.
Scopriamo insieme questi miti e leggende.
Punta Licosa si trova nel territorio di Castellabate. L’area si estende fino al promontorio sovrastante e raggiunge il mare con una piccola isola, un tempo collegata alla terraferma. Leucosia, che significa “sirena”, secondo la tradizione è una delle tre sirene che Ulisse incontra nell’Odissea.
Laucosia, personaggio della mitologia greca, abitava su uno scoglio. Era famosa per la sua bravura nell’ammaliare i marinai, tant’è vero che era temuta da tutti i naviganti. Infatti, quando passavano nel suo mare, li faceva naufragare con il suo dolce canto. La leggenda narra che Leucosia, a causa di un amore non ricambiato, si tuffò in mare da un’alta rupe e si trasformò in roccia.
Palinuro è uno dei luoghi più affascinanti non solo della costa campana, ma dell’intera penisola italiana. La morte di Palinuro è narrata nell’Eneide di Virgilio. Si racconta che il nocchiero di Enea, mentre guidava la flotta verso le coste italiane, cadde in mare vinto dal dio Sonno. Secondo la leggenda, il dio Sonno lo fece addormentare cullandolo con dolci melodie e parole per poi buttarlo in acqua.
Ma il mito di Palinuro si intreccia anche con quello della vicina Camerota.
A Camerota la protagonista è una graziosa ninfa di nome Kamaraton. Si racconta che in una notte di luna piena, mentre nuotava nelle limpide acque del mare, fu vista da Palinuro, il mitologico nocchiero di Enea. Kamaraton era talmente bella che il nocchiero se ne innamorò all’istante. Palinuro le dichiarò il suo amore ma Kamaraton lo respinse con freddezza. Secondo la leggenda Palinuro, affranto dal dolore, invocò il dio Sonno, al quale chiese di porre fine alle sue sofferenze. Alla morte di Palinuro, la dea dell’amore, venuta a conoscenza del comportamento di Kamaraton, volle punire la ninfa trasformandola in roccia. Così sarà per sempre condannata a guardare quel mare dove Palinuro l’aveva vista nuotare.

