Chi non ricorda l’emozione provata da bambini di fronte alla scoperta di aver ricevuto in dono una bicicletta? Le pedalate divertenti con gli amici, il brivido dell’equilibrio e della velocità raggiunti solo con lo sforzo delle proprie gambe, il suono del campanello che rompe il silenzio di strade isolate, l’inebriante sensazione di una libertà acquisita.
La bicicletta, mezzo di trasporto sempre più apprezzato perché ecologico e sostenibile, vanta una lunga storia di cambiamenti: le tappe più significative della sua evoluzione vanno dalla “draisienne”, la bicicletta in legno senza pedali, una sorta di antenato dell’odierna balance bike, inventata nel 1817 dal barone Karl von Drais, al velocipide a pedali, monociclo e biciclo, dotato di sellino, fino a giungere al 1884, quando l’imprenditore inglese John K. Starley realizzò una bicicletta più sicura delle precedenti, con ruote della stessa misura e la trasmissione a catena tra le ruote; in seguito questo modello fu perfezionato con l’introduzione degli pneumatici.
Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento la bicicletta visse la sua stagione d’oro, ma, col sopraggiungere del boom economico degli anni ’50 e ’60, il mezzo di trasporto a due ruote cedette il passo all’avanzare dell’automobile, preferita dai consumatori. La bicicletta tornò a esser popolare tra la metà degli anni ’60 e ’70, periodo di grandi trasformazioni socio-culturali, durante il quale la bicicletta fu scelta non solo come mezzo di trasporto economico ma anche come espressione di libertà, emancipazione e consapevolezza dell’importanza del rispetto dell’ambiente.
Continuiamo allora a pedalare sulle nostre bici, velocemente o senza fretta, alla ricerca di svago, equilibrio e conoscenza di posti abituali o mai visitati, verso una mobilità sostenibile come ci ricorda la “Settimana Europea della Mobilità” prevista dal 16 al 22 settembre 2022.
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