A causa del riscaldamento globale, le poche piante native dell’Antartide si stanno diffondendo a ritmi elevatissimi. Ed è preoccupante.
Un prato fiorito non è la prima immagine che salta alla mente quando si pensa all’Antartide, ma il riscaldamento globale, cioè la continua tendenza all’aumento delle temperature del pianeta, potrebbe renderla sempre più frequente. Lo dice un nuovo studio pubblicato su Current Biology, negli ultimi sessant’anni, c’è stata una vera e propria esplosione floreale, che ha accelerato in maniera decisiva nell’ultimo decennio.
Lo studio si è concentrato in particolare su due piante, Colobanthus quitensis e Deschampsia antarctica, che sono le uniche angiosperme, piante “superiori”, che producono fiori e frutti che sono presenti in Antartide, negli ultimi decenni è diventata sempre più verde: secondo gli autori dello studio sono due i fattori in gioco.
Il primo è il declino della popolazione di otarie (leoni marini) dell’isola, dovuto probabilmente a un calo della disponibilità di cibo nelle acque circostanti: le otarie calpestano le piante, che senza di loro possono crescere indisturbate.
Il secondo rischio è il ritiro dei ghiacci e il rinverdimento del continente antartico portano con loro anche un altro rischio, cioè quello dell’ingresso di specie aliene: già nel 2018 l’isola ha avuto un antipasto di invasione, con l’arrivo della fienarola annuale (pianta erbacea).

