Lo smartphone, è composto da tanti pezzi, diversi tra loro, che dopo soli due anni di vita finisce tra i rifiuti. Ogni anno vengono venduti circa un miliardo e mezzo di nuovi smartphone in tutto il mondo.
In ciascuno di esso ci sono 11 g di ferro e 95 di plastica, 250 mg di argento, 24 mg di oro, 9 mg di palladio, 9 g di rame e 3,5 g cobalto, 70/80 grammi di materiali più o meno preziosi, tra cui almeno 1 g di terre rare. Spesso sono associate a minerali radioattivi e il procedimento di separazione produce radiazioni non trascurabili e poi purificate.
Oggi solo il 15% degli smartphone viene riciclato, nonostante sia recuperabile il 96% dei materiali. Il 36% trova un secondo utilizzo nei mercatini dell’usato e il 49% finisce nelle discariche, oppure dimenticato in un cassetto di casa.
Il riciclo di un singolo apparecchio evita ogni anno l’emissione di 0,8 kg di CO2 e il risparmio di 1 Kwh di energia, ma si fa pochissimo perché più sono miniaturizzate le apparecchiature più sono complessi e costosi gli impianti in grado di smontare e recuperare.
La convinzione è che lo smartphone sia già vecchio dopo due anni perché sul mercato è arrivato il nuovo modello, complici anche i pacchetti di offerta dei principali gestori di telefonia che, a pochi euro di più, forniscono l’ultimo modello rateizzabile in 24 mesi. Finito il contratto, il giro riprende.

