Il Pontefice invita a guardarsi dalle sirene del consumismo. “Lo schermo facilmente diventa uno specchio, dove credi di stare di fronte al mondo, ma in realtà sei solo, in un mondo virtuale pieno di apparenze”
“Vuoi fare qualcosa di nuovo nella vita? Vuoi ringiovanire? Non accontentarti di pubblicare qualche post o qualche tweet. Non accontentarti di incontri virtuali, cerca quelli reali, soprattutto con chi ha bisogno di te: non cercare la visibilità, ma gli invisibili. Questo è originale, rivoluzionario”. Papa Francesco ha incontrato i giovani presso la Scuola San Dionigi delle Suore Orsoline a Maroussi di Atene.
“Tanti oggi sono molto social ma poco sociali: chiusi in sé stessi, prigionieri del cellulare che tengono in mano”, sottolinea. “Ma sullo schermo – osserva il Pontefice – manca l’altro, mancano i suoi occhi, il suo respiro, le sue mani. Lo schermo facilmente diventa uno specchio, dove credi di stare di fronte al mondo, ma in realtà sei solo, in un mondo virtuale pieno di apparenze, di foto truccate per sembrare sempre belli e in forma. Che bello invece stare con gli altri, scoprire la novità dell’altro. Coltivare la mistica dell’insieme, la gioia di condividere, l’ardore di servire”.
In greco c’è un detto illuminante: o fílos ine állos eaftós, “l’amico è un altro me”. Sì, l’altro è la via per ritrovare sé stessi. Le buone decisioni riguardano sempre gli altri, non solo sé stessi.
“Ricordate le famose parole incise sul frontone del tempio di Delfi? ‘Conosci te stesso’. Oggi – osserva il Pontefice – c’è il rischio di scordare chi siamo, ossessionati da mille apparenze, da mille messaggi martellanti che fanno dipendere la vita da come ci vestiamo, dalla macchina che guidiamo, da come gli altri ci guardano…”.
“Penso a un’altra immagine antica, quella delle sirene”, aggiunge. “Come Ulisse nel percorso verso casa, anche voi nella vita, che è un viaggio avventuroso verso la Casa del Padre, troverete delle sirene. Nel mito attiravano i naviganti con il loro canto per farli sfracellare contro gli scogli. Nella realtà le sirene di oggi vogliono ammaliarvi con messaggi seducenti e insistenti, che puntano sui guadagni facili, sui falsi bisogni del consumismo, sul culto del benessere fisico, del divertimento a tutti i costi… Sono tanti fuochi d’artificio, che brillano per un attimo, ma lasciano solo fumo nell’aria”.
“Certo, non è facile resistere”, dice ancora Francesco ai giovani. “Vi ricordate come ci riuscì Ulisse, insidiato dalle sirene? Si fece legare all’albero maestro della nave. Ma un altro personaggio, Orfeo, ci insegna una via migliore: intonò una melodia più bella di quella delle sirene e così le mise a tacere. Ecco perché è importante alimentare lo stupore, la bellezza della fede. Non siamo cristiani perché dobbiamo, ma perché è bello. E proprio per custodire questa bellezza diciamo no a ciò che vuole oscurarla”.

