Giro del mondo…
Da dove partiamo?
Dall’Europa. Dalla Francia. Da Parigi: la Torre Eiffel, vero e unico gioiello di ingegneria.
La torre più famosa d’Europa prende il nome dall’ingegnere progettista che la ideò: Gustav Eiffel anche se, sotto la prima arcata, sono incisi nel ferro i nomi di tutti gli 85 scienziati che lavorarono al progetto.
La torre e i numeri
2: gli anni per costruirla
324: i metri che separano la sommità dal suolo
1792: i gradini da salire per arrivare in cima
300: i metalmeccanici che assemblarono i pezzi di ferro
18.038: i pezzi di ferro forgiati
500 mila: i bulloni utilizzati per unire i pezzi
40: gli anni in cui la torre è stata la costruzione più alta del mondo
50: le tonnellate di vernice che servono ogni 7 anni per la sua manutenzione
60 minuti: la torre è come un orologio. Ogni ora si illumina tutta, da cima a fondo
352 i fari, 20.000 le lampadine e 800 le luci di festa.
Le luci, normalmente giallo-bianche possono cambiare colore a seconda degli eventi o commemorazioni varie, circa ogni 30 minuti la torre “clignotta”, come dicono i parigini, ovvero scintilla a intermittenza con un effetto molto scenografico e suggestivo.
La torre ha ricevuto il 200.000.000esimo ospite il 28 novembre del 2002.
Inizialmente ad Eiffel era stato concesso di lasciare in piedi la Torre per soli 20 anni, ma, vista la grande utilità di questa struttura sia per le comunicazioni via etere sia come laboratorio per studi scientifici, le fu permesso di restare anche per le generazioni future.
Fu infatti grazie all’antenna radio installata sulla sua sommità che la Francia poté intercettare i messaggi radio tedeschi e prepararsi alla prima guerra mondiale.
Il 21 gennaio 1908 fu mandato dalla torre il primo messaggio radio a lunga distanza.
Quando Adolf Hitler visitò Parigi durante la seconda guerra mondiale, i francesi disattivarono gli ascensori, in tal modo Hitler sarebbe stato costretto a salire i 1792 gradini fino alla sommità. I francesi dissero che per causa della guerra era impossibile trovare il pezzo di ricambio, anche se poche ore dopo la partenza dei nazisti gli ascensori funzionarono di nuovo.

