Sin dalla sua nascita Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, ha scelto di utilizzare i così detti “doodle”, simpatiche rivisitazioni del logo d’azienda, per rendere onore a personaggi illustri o per augurare un Buon Natale o Buon Anno ai propri utenti. Con il passare degli anni, i Doodle da semplici immagini si sono trasformati in vere e proprie animazioni e se all’inizio erano dedicati per lo più alle festività nazionali, con il tempo la scelta si è ampliata, includendo anche personaggi illustri che hanno lasciato il segno.
È il caso di oggi: 161 anni fa, infatti, in un piccolo villaggio di mare nei pressi di Kobe, in Giappone, nasceva Kanō Jigorō, fondatore del judo (柔道 jūdō, lett. “via dell’adattabilità”).
Nel judo Jigorō fece convergere i metodi delle antiche scuole di arti marziali sulla base del principio del “miglior risultato col minimo sforzo”, formando una disciplina efficace tanto per il fisico quanto per la mente. Il judo mira a compiere la sintesi tra le due tipiche espressioni della cultura giapponese antica, e cioè Bun-Bu, la penna e la spada e la virtù civile e guerriera, in ossequio agli antichi samurai.
In generale, le arti “marziali” sono nate circa cinquemila anni fa, in Mesopotamia, per arrivare poi in seguito in India, portate dall’esercito di Alessandro Magno. Da qui si sarebbero diffuse prima in Cina e poi in tutto lo scacchiere orientale, dove si svilupparono e si articolarono in centinaia di discipline. Le arti marziali sviluppatesi in Giappone e in Cina costituiscono i ceppi principali dai quali si dirama una serie di tecniche di combattimento che sono andate via via distinguendosi l’una dall’altra nei vari Paesi dell’area estremo-orientale. Basti pensare che solo in Cina esistono circa 1500 stili di combattimento, mentre in Giappone ne sono stati riconosciuti 850.

