Gli studenti la amano e la odiano, ma è necessaria per crescere bene!
È il luogo dove si imparano cose importanti legate al sapere, ma è anche il luogo dove si conoscono gli amici che cresceranno con te e che non ti faranno mai sentire soli. Certo per te è anche un luogo di lavoro, del tuo primo e vero lavoro perché spesso dovrai impegnarti e studiare, e non poter sempre oziare, e dovrai superare delle prove, e…
Ma tutto ciò ti farà crescere, ti darà la forza per superare gli ostacoli, ti farà capire che cos’è la vita, ti…
Per tutti questi motivi ed anche per altri, la scuola non piace a tutti, proprio come il lavoro dei grandi: di mamma e papà, ma la vita ti spinge anche a fare qualche sacrificio per poterne apprezzare poi i benefici.
La parola scuola in origine indicava un luogo di riposo. Deriva infatti dal greco antico scholé, che vuol dire “tempo libero, ozio”. Nel corso dei secoli il significato si è esteso a indicare il “luogo in cui trascorrere il tempo libero”, cioè il posto in cui si tenevano discussioni filosofiche o scientifiche, che appunto i sapienti praticavano durante il loro tempo libero. Da lì poi divenne il luogo in cui ci si poteva istruire, ascoltandoli. Poi nacquero le lezioni, e da lì a far diventare la scuola un luogo di impegno il passo è stato breve. Oggi indica infatti un luogo che con l’ozio ha poco a che fare … quindi tutti sotto a studiare e faticare!
Devi sapere che la scuola è un’antica istituzione che rappresenta la base della società civile.
Ogni grande impero o civiltà ha iniziato a venire considerato tale quando si dotava di un sistema educativo capace di formare classi dirigenti capaci, preparate e pronte ai più svariati compiti.
La parola scuola deriva da quella latina schola, che a sua volta deriva dal greco antico scholèion. In origine, pensate, questo termine significava “tempo libero”. Poi, con il tempo, ha mutato un po’ di significato e ha assunto quello di “luogo in cui si passava molto tempo libero”, ossia un luogo dove, durante il tempo libero, si discuteva di filosofia o di scienza.
Il significato di scuola è cambiato poi ancora, indicando dapprima il “luogo in cui si legge” e infine “il luogo in cui si imparano le cose”.
Il primo sistema scolastico fu inventato dai Sumeri, nel 3.500 a.C. circa, poco dopo l’invenzione della scrittura. Le scuole si chiamavano “edubba”, un termine che può essere tradotto come “casa delle tavolette”, in quanto insegnanti e allievi scrivevano proprio su tavolette di argilla umide, poi essiccate al sole e cotte.
Nelle edubba si imparava a leggere, a scrivere e a far di conto, ma potevano accedervi solo i maschi, i quali frequentavano le lezioni per prepararsi a diventare i futuri sacerdoti o funzionari pubblici del regno.
L’educazione di quei tempi era così severa che… le bastonate erano le punizioni più frequenti!
Il modello scolastico sumero venne adottato anche dalle altre civiltà mesopotamiche e nell’Antico Egitto, dove gli scribi ricoprivano un ruolo vitale all’interno della società dei faraoni.
In Persia, verso i sette anni di età i bambini ricchi potevano cominciare la loro istruzione che, fino ai 14 anni, veniva loro impartita da insegnanti illustri e rispettati. Oltre scrittura, alla matematica e alla religione i ragazzi persiani imparavano l’astronomia e anche una serie di nozioni di educazione fisica e militare.
Nell’Antica Grecia, si sviluppò un sistema scolastico di maggior respiro, sebbene ancora riservato a pochi giovani fortunati dai sette ai 18 anni.
Ma autori antichi testimoniano dell’esistenza della scuola, a Roma, in epoca precedente.
Nell’antica Roma la prima istruzione era data dalla mamma e continuava con il papà. Chi poteva permetterselo, poi, veniva istruito da un maestro privato oppure veniva mandato a scuola finché non avesse imparato a leggere, a scrivere e a far di conto.
A Roma, a differenza di quello che accadeva in altre civiltà, anche le ragazze potevano studiare. Ma solo fin verso i 15 anni.
Le prime, vere scuole moderne, organizzate dallo Stato risalgono al XVIII secolo.
In Italia, il primo a organizzare delle scuole statali fu il Regno di Sardegna. Un grande impulso all’istruzione si ebbe grazie a Maria Teresa d’Austria che, nel 1774, fissò l’obbligo scolastico per i bambini dai 6 ai 12 anni.
Poco dopo, con la Rivoluzione francese, la scuola primaria diventò pubblica, obbligatoria, gratuita e per maschi e femmine. Nel resto d’Europa, invece, per avere scuole pubbliche e gratuite i bambini dovettero aspettare fino al XIX secolo.

