Le meduse non sono solamente semplici animali marini dal corpo gelatinoso e semitrasparente, in grado di infliggere temibili punture…
Nelle complicate classificazioni degli invertebrati marini, le meduse appartengono al Phylum degli Cnidari, che conta circa 10.000 specie.
Il polipo e la medusa: le due forme sono strettamente collegate e derivano l’uno dall’altra e molto spesso la stessa specie presenta entrambe le forme, in fasi diverse della propria vita. Il polipo è fissato al fondale e presenta una corona di tentacoli rivolti verso l’alto; la medusa, al contrario, si muove in acque libere, e spesso ha la forma di una campana, detta ombrello, con i tentacoli nella parte sottostante.
I famosi coralli non sono altro che grandi colonie di polipi, capaci di sviluppare uno scheletro calcareo esterno, che costituisce la base delle immense barriere coralline tropicali. Sono anch’essi Cnidari, ma appartengono a un gruppo particolare, gli Antozoi, che non hanno un legame strettissimo con le meduse che conosciamo.
Sui tentacoli delle meduse si trovano piccoli organi chiamati nematocisti, i quali contengono un filamento che “scatta” al momento del contatto con un corpo estraneo. È questo filamento a iniettare le sostanze tossiche e urticanti che tanto spaventano i bagnanti!
Le meduse non hanno le orecchie e nemmeno gli occhi, la lingua, le mani, il naso, il cuore, le ossa e il cervello! Il corpo delle meduse è infatti costituito prevalentemente d’acqua (circa il 98%) e ha una consistenza gelatinosa, il nome inglese è jellyfish, “pesce-gelatina”.
Percepiscono il mondo circostante grazie alle cellule sensoriali contenute in varie parti del corpo, che permettono loro, di mantenere l’equilibrio, di orientarsi nell’acqua, di percepire la luce, di sentire odori e sapori attraverso alcuni recettori chimici.
Le meduse si riproducono sessualmente e l’uovo fecondato produce una piccola larva in grado di nuotare. Questa forma, detta planula, si fissa al fondo e si trasforma nel polipo, che si accresce nutrendosi di microscopici organismi marini.
Nelle forme coloniali il polipo può anche riprodursi in forma asessuale, producendo varie copie di se stesso, fino a dare vita a una piccola colonia di suoi simili. Quando il polipo ha raggiunto la maturità, produce piccole meduse femminili e maschili che si accrescono in acque libere e si riproducono sessualmente, grazie alla liberazione di uova che vengono fecondate dai maschi.

