Il famosissimo Sudoku è un rompicapo basato sulla logica e sui numeri, dove per risolverlo non è necessario avere grandi conoscenze matematiche, ma basta dotarsi di tanta pazienza; incentrato sulla strategia e sull’intuizione di diverse opzioni, affinché non si trovi la tessera per la quale è possibile solo un’opzione. Il sudoku è lentamente cresciuto fino a diventare uno dei giochi logici più popolari di tutti i tempi, nato da umili origini per ritrovarsi ora presente in quasi tutti i giornali degli Stati Uniti. Le prime radici di questo rompicapo affondano nella Svizzera del 18° secolo, dove il matematico Eulero inventò uno schema puramente matematico chiamato quadrato latino: i numeri erano disposti in modo tale che le somme dei valori di ciascuna riga, colonna o diagonale risultassero sempre uguali. Questo sistema dalle infinite combinazioni non aveva le stesse regole del Sudoku, ma il layout e le istruzioni erano davvero simili. Nel 1895 questo schema di gioco iniziò ad essere pubblicato come Latin Squares su vari giornali francesi, ma alla soglia della prima guerra mondiale la pubblicazione dei giochi di logica scomparve dai giornali.
Tutto ciò non era ancora il Sudoku che noi conosciamo perché, per essere risolto, occorreva usare della matematica per trovare i numeri giusti da mettere nelle caselle.
Alla fine degli anni ‘70, sulla rivista “Math Puzzles and Logic Problems”, un tale Howard Garns pubblicò un gioco che chiamò Number Place, un rompicapo basato sulle regole di composizione dei quadrati latini: bisognava riempire con le sole cifre da 1 a 9 una griglia quadrata 9 x 9, suddivisa in nove sottoschemi 3 x 3, cominciando da alcuni numeri già posizionati e facendo in modo che in ciascuna riga, colonna e sotto griglia ogni cifra comparisse una e una sola volta. Questo gioco ebbe gran successo in Giappone, tanto che a partire dal 1984 la casa editrice Nikoli cominciò a proporlo tra le sue pubblicazioni di giochi logici col nome sudoku, contrazione di SUji wa DOKUshin ni kagiru, che tradotto in italiano significa “sono consentiti solo numeri solitari”. Nel 1997 Wayne Gould, giudice neozelandese in pensione, scoprì il Sudoku in una libreria giapponese e ne rimase affascinato, tanto da farlo suo, brevettarlo in tutto il mondo e negli anni che successero lavorò ad un software capace di generare automaticamente schemi di sudoku; questi sono circa 6.670.903.752.021.072.936.960. Il 12 novembre 2004, il Times pubblicò il primo schema e gli altri giornali copiarono subito l’idea; da allora, il Sudoku si è diffuso in tutta l’Inghilterra, fino al boom che ha raggiunto il resto del mondo. L’ anno dopo, “sudoku” venne eletta parola dell’anno dalla Oxford University Press. Il famosissimo Sudoku è composto da 81 quadretti, 9 righe orizzontali, 9 colonne verticali, 9 sezioni di nove quadretti l’una da riempire con numeri da 1 a 9; una sola regola: in ogni colonna, in ogni riga e in ogni sezione, ogni numero deve apparire una sola volta. Alcuni numeri sono già contenuti nello schema, così da indirizzare verso la soluzione: più numeri ci sono nello schema, più diventa veloce arrivare alla soluzione finale. Oggi il sudoku è nella quotidianità di tutti: un enigma da risolvere sui quotidiani, tornei anche online, libri, suggerimenti per le soluzioni, blog appositi, app da scaricare, insomma un divertimento che sta spopolando ovunque proprio perché il linguaggio dei numeri è universale. Giocare a Sudoku è un’esperienza interessante e una volta iniziato si è tentati a giocarci ancora perché ci sentiamo capaci di risolverlo. Realizzare questo gioco dovrebbe essere stancante, ma non lo è, anzi è rigenerante, aumenta la concentrazione, la memoria ed il pensiero analitico. Ci spinge a sfidare noi stessi in un semplice esercizio di pensiero.

