Nella Venezia del XVI secolo c’era uno straccivendolo che, per venti soldi, vendeva ai passanti dei biglietti per l’estrazione finale di un premio da lui scelto. Era il 1522 e lui, Geronimo Bambarara, aveva dato vita all’antenato della lotteria; i biglietti venivano venduti dopo aver messo da parte le carte vincenti, separandole da tutte le altre del mazzo: gli acquirenti presi dalla tentazione della potenziale vincita parteciparono volentieri, tanto che alcuni di essi alla fine vinsero, ma chi ci guadagnò fu soprattutto Bambarara. Per arrivare al gioco vero e proprio del Mercante in fiera occorre attendere il Settecento, tra le citazioni di Gasparo Gozzi nel 1755 e successivamente di Wolfgang Amadeus Mozart, in una lettera del 1772 spedita da Milano alla sua famiglia. Fu poi, nella seconda metà dell’Ottocento che iniziarono a diffondersi i mazzi di carte speciali, in voga ancora oggi. Negli ultimi anni questo coinvolgente gioco è stato rilanciato da due trasmissioni televisive con questo stesso nome: una del 1996 su Telemontecarlo e l’altra del 2006 su Italia 1. Questo gioco ha lo scopo di far guadagnare più degli altri partecipanti con lo scambio delle carte, trasformando il giocatore in un vero e proprio investitore. Mercante in fiera si presenta con una piccola scatola contenente due mazzi da 40 carte ciascuno, identici nei disegni ma con dorso di colore differente (blu e rosso) per distinguerle; le figure sulle carte sono particolari ed originali: la gondola, il bersagliere, il lattante, la pagoda ecc. Non esiste un numero minimo di giocatori, anzi maggiore è il numero tanto più si fa divertente il gioco. Uno dei giocatori avrà il ruolo del Mercante o Banditore, col compito di gestire il gioco e condurre l’asta per vendere le carte agli altri partecipanti. Questo gioco è simile ad un’asta dove il banditore presenta il prodotto, cercando di spuntare il prezzo più alto tra i vari partecipanti vendendo non quadri o sculture, ma un certo numero di carte. Per iniziare il Banditore distribuisce almeno 1 carta per ogni partecipante: più ce ne sono e meno carte verranno distribuite loro. Le carte possono essere smistate finché non finisce il mazzo blu, ma non oltre il 75%, le rimanenti andranno all’asta. Il Mercante può scegliere di venderne solo una oppure più, spuntando l’offerta più alta fra i giocatori e le loro offerte: la somma delle puntate iniziali formerà il montepremi. Successivamente il Banditore prenderà il secondo mazzo (rosso) togliendogli da 3 a 6 carte e ponendole al centro del tavolo coperte; si dividerà il montepremi in percentuali e le si abbinerà alle singole carte. Il Banditore scoprirà una carta alla volta del mazzo rosso e ogni volta il giocatore che ha la carta corrispondente (con il dorso blu) dovrà scartare quella carta. Alla fine il Banditore avrà esaurito tutte le carte del mazzo rosso e questo significherà che le 3 carte al centro del tavolo apparterranno ai partecipanti; verrà scoperta la prima carta al centro del tavolo e chi avrà quella carta vincerà il premio corrispondente. Lo stesso avverrà con le altre carte. In ogni momento del gioco, i giocatori possono scambiarsi le carte, acquistarle, oppure fare degli accordi per mettersi in comproprietà e, alla fine, spartirsi la vincita. Le carte Mercante in Fiera hanno con sé una serie di dicerie e superstizioni regionali, tanto da influenzare le compravendite; ad esempio si dice che il Lattante è una carta di solito sfortunata, al contrario del Moschettiere. Si narra che anche Goldoni partecipasse a questo gioco nella Venezia, della sua epoca tanto che lo inserì in una sua commedia “Una delle ultime sere di Carnovale”. Mercante in fiera è un gioco non competitivo ma tradizionale, che rende tutto più divertente soprattutto con persone aperte a scherzi e risate. E ora sei pronto a giocare al Mercante in Fiera?
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