Differenziare si può
È un processo di separazione dei rifiuti, è il primo passo del riciclo delle materie prime. Attraverso questa procedura, lo smaltimento dei rifiuti avviene in modo mirato al fine di ridurre le emissioni di gas serra, gli sprechi e lo sfruttamento delle materie prime.
La raccolta differenziata si divide in due categorie di rifiuti: riciclabili e non riciclabili.
I rifiuti non riciclabili sono destinati al contenitore del secco indifferenziato, quelli riciclabili si suddividono in: Carta e cartone, Alluminio, Plastica, Vetro, Rifiuti biodegradabili, Olio fritto, Raee, Tessuti e abiti usati, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
I rifiuti non riciclabili, l’indifferenziato, sono destinati allo stoccaggio in discarica, all’inceneritore o termovalorizzatore.
I rifiuti organici ottenuti con la raccolta differenziata sono destinati al compostaggio o alla produzione di biometano in appositi impianti. La divisione degli altri rifiuti riciclabili che operiamo in ambito domestico come la carta, la plastica e l’alluminio, consente una gestione ottimale delle materie destinate al riciclaggio.
I problemi ambientali legati alla gestione dei rifiuti sono tutt’oggi controversi. Problemi di suolo e urbanizzazione rendono difficile la possibilità di reperire siti destinati a discariche o inceneritori di tipo tradizionale. La raccolta differenziata risolve in parte questo problema e concede il risparmio delle materie prime a partire dall’acqua.
Recuperare i rifiuti, da un punto di vista economico ed energetico conviene rispetto alla produzione ex novo. Per esempio, producendo una tonnellata di carta riciclata si vanno a risparmiare circa 400.000 litri d’acqua e 5.000 kWh di energia rispetto alla stessa quantità di carta prodotta ex novo ed in più si evita il problema del disboscamento.
Raccolta differenziata
In casa per differenziare i rifiuti se ne dovrà capire la natura. La divisione dei rifiuti solitamente è piuttosto intuitiva ma nell’eventualità della fatidica domanda “dove lo butto?” ci si può districare così:
Nel contenitore della plastica si può gettare qualsiasi involucro, tutto ciò che contiene. Quindi flaconi, bottiglie, piatti e bicchieri monouso, vaschette di polistirolo, vasetti dello yogurt e così via.
La raccolta della frazione organica prevede tutti gli scarti da cucina, dalla verdura ammuffita agli avanzi di cibo. Qui si getta tutto ciò che è “biodegradabile”, compresa la cenere della stufa a pellet o del camino.
Carta e cartone sono rifiuti facili da differenziare. Ci sono però delle carte che andrebbero buttate via nell’indifferenziato come gli scontrini del supermercato che a causa del loro inchiostro non si possono riciclare.
Nelle campane del vetro via libera a tutte le bottiglie e i barattoli. Niente vetro opaco, ne’ cristalli o specchi. Soprattutto niente pyrex, cioè quel finto vetro che viene usato come contenitore da cucina adatto al forno.
L’alluminio vede la divisione di scatolette, bombolette aerosol, tappi a corona, coperchi dei barattoli, lattine. La raccolta differenziata dell’alluminio è generalmente accorpata a quella del Tetrapak come il cartone rigido del latte e dei succhi o della plastica. Anche i fogli di alluminio da cucina si possono differenziare così.

