L o Shangai, o Mikado, è un gioco da tavolo diffuso in tutto il mondo che affascina grandi e piccini. Le sue origini sono abbastanza incerte, infatti nonostante il suo nome ricordi l’Oriente, sembra che le sue radici siano anche europee: lo Shangai fu importato nel 1936 negli Stati Uniti dall’Ungheria, dove veniva chiamato Marokko, mentre già nel XVI secolo in Francia si giocava ad un passatempo molto simile, conosciuto come Jeu de Jonchets. Altre fonti sostengono che la versione attuale del gioco ebbe invece origine in Cina, dove far cadere i bastoncini, spesso in avorio, serviva a interrogare le divinità; qui l’enorme diffusione del gioco portò alla produzione di raffinati set di bastoncini in avorio e materiali preziosi. Negli Stati Uniti lo Shangai è anche conosciuto come Pick-Up Sticks. Nel gioco degli Shangai è fondamentale l’abilità nel recuperare uno per volta, alcuni bastoncini sparpagliati su di un tavolo senza muovere assolutamente gli altri. I 41 bastoncini colorati, lunghi 17 cm circa, sono divisi in cinque gruppi, associati ad una diversa colorazione e a un differente punteggio relativo. Un giocatore estratto a sorte, stringendo nel pugno i bastoncini, li lascia cadere a ventaglio da una posizione verticale. A questo punto, li toglie dal gruppo ad uno ad uno cercando di non muovere gli altri. Il primo bastoncino va raccolto a mani nude, mentre per i successivi ci si potrà avvalere di quelli già raccolti come bacchetta. Ogni bastoncino preso fa guadagnare al giocatore il numero di punti ad esso corrispondente. Se sbaglia o muove gli altri bastoncini, il turno passerà a un altro giocatore che ripeterà le stesse operazioni. Vince chi colleziona più punti. Se un giocatore sbaglia, muovendo o facendo cadere i bastoncini vicini a quello scelto, il turno passerà a un altro giocatore. Il gioco termina quando tutti gli Shanghai sono stati raccolti dal tavolo e vince chi ottiene, al termine della partita, più punti sommando il valore dei bastoncini raccolti. Questo gioco richiede un’altissima dose di pazienza, attenzione e delicatezza nei movimenti, tanto che spesso si utilizza il gioco dello shanghai come metafora di vita, dove le nostre esperienze sono come tanti bastoncini che accumulati. A volte i bastoncini sono le persone, le relazioni, o le conoscenze. Se paragoniamo i bastoncini a tutto ciò, impariamo anche la capacità di poterci “muovere” in mezzo a tanti bastoncini senza urtarli o rovinare il loro equilibrio. L’allenamento che il gioco dello shanghai produce assume un ruolo nella capacità di muoversi nello spazio e di essere consapevoli del proprio “raggio di azione”, “del proprio spazio” in relazione agli altri.
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