I mega impianti in orbita potrebbero essere presto realtà e le superpotenze già si sfidano. Anche l’Europa è in campo con due suoi progetti. Ma ci sono da superare degli enormi ostacoli tecnici ed economici
La prima si chiama Cassiopeia. È una cattedrale orbitante da duemila tonnellate, una struttura elicoidale costituita da 61mila strati di pannelli in grado di convertire in elettricità i raggi solari, raccolti da due specchi, per poi spedirli sulla Terra sotto forma di microonde. Posizionata in orbita geostazionaria, 36mila chilometri oltre il cielo, Cassiopeia non scompare mai oltre l’orizzonte ed è sempre orientata verso le antenne terrestri, le «rectenne».
L’altra si chiama Sps-Alfa situata sempre in orbita geostazionaria ed occupa 15 chilometri quadrati con un diametro di 4. Ha la capacità di 2 gigawatt (GW).
Non esistono ancora ma l’ESA (l’agenzia spaziale Europea) vuole proporne la realizzazione ai 22 paesi che ne fanno parte. Ma non si tratta di fantascienza perché la “Space based solar power” (Sbsp) è un’idea che potrà diventare realtà dal 2060 in avanti. Per costruirla ci vorranno oltre 400 miliardi di Euro.
Per costruire questi grandi impianti è necessario aumentare le capacità di carico delle navicelle spaziali e consentire loro di poter fare viaggi molto più frequenti come accade oggi con SpaceX. Inoltre bisogna aumentare la capacità di trasmissione di energia tramite la rete wireless ad alta efficienza e a lunga distanza: attualmente il Naval Research Laboratory negli Stati Uniti sta testando la trasmissione a livello di Kw su una distanza di 1.600 metri di frequenze a microonde.
Trending
- Il Cantastorie del Cilento e il Sacco dei Proverbi Perduti
- Il quaderno delle orbite: la classe che creò un planetario con l’IA
- El Niño sta riempiendo di fiori il deserto di Atacama… racconta
- Timo e il grande inverno dei pinguini imperatore
- L’Articolo 34 della Costituzione Italiana
- La pianta che fa le nuvole: Storia, Magia e Segreti del Cotone
- Il segreto della città di cartone
- Il Cantastorie del Cilento e il Sacco dei Proverbi Perduti

