Dalla nascita della Repubblica, nel 1946, l’Italia ha avuto 30 presidenti del Consiglio. Il primo è stato Alcide De Gasperi, l’ultimo è stato Mario Draghi.
Questa è la consuetudine, ma non è sempre così! A volte infatti il capo dello Stato può indicare una personalità importante a guida del Paese o scegliere qualcuno: questi si presenta alla camera dei deputati e al senato per chiedere la fiducia. Come è avvenuto nel caso di Mario Draghi.
La funzione del presidente del Consiglio è determinata dall’articolo 95 della Costituzione: «Dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri».
Il presidente del Consiglio applica le leggi, mentre il Parlamento, che detiene il potere legislativo, fa le leggi. La magistratura detiene il potere di giudicare.
Insieme ai ministri, il presidente del consiglio ha il compito di far rispettare l’ordine e le leggi gestendo le forze di polizia e gli istituti penitenziari, guidare la politica estera dello Stato, gestire e controllare la pubblica amministrazione e i servizi pubblici come sanità o scuola.
È il Presidente del Consiglio a indicare al Presidente della Repubblica la lista dei ministri da nominare, ed è sempre lui che controfirma tutte le leggi approvate dal Parlamento dopo che sono state firmate dal Presidente della Repubblica.
Il Presidente del Consiglio:
adotta le direttive per assicurare l’imparzialità, il buon funzionamento degli uffici pubblici e promuove le verifiche necessarie;
promuove l’azione dei Ministri per assicurare che le aziende e gli enti pubblici svolgano la loro attività secondo gli obiettivi indicati dalle leggi e in coerenza con gli indirizzi politici del Governo;
esercita il controllo e la vigilanza sui servizi segreti, ossia le agenzie incaricate di raccogliere e gestire informazioni segrete per ala difesa della sicurezza dello Stato;
presenta al Parlamento i disegni di legge di iniziativa governativa;
può istituire particolari Comitati di Ministri con il compito di esaminare questioni di comune competenza e di esprimere parere sull’attività del Governo e su problemi di rilevante importanza;
può sospendere l’adozione di atti dei Ministri competenti per ragioni politiche e amministrative.

