Grazie alle sue ricerche, Pääbo è riuscito a ricostruire il genoma, cioè l’esatta lettura dell’intera informazione genetica di un essere vivente, dei Neanderthal, un lontano parente della nostra specie. Pääbo è stato inoltre lo scopritore dei denisoviani, una nuova specie di ominini, la sottofamiglia di ominidi che comprende gorilla, scimpanzé e umani.
Gli studi di Pääbo hanno inoltre permesso di rilevare il trasferimento di geni da quegli ominini ormai estinti a Homo sapiens, la nostra specie, in seguito alle migrazioni dall’Africa avvenute circa 70mila anni fa. Alcune tracce di quel passaggio di geni sono evidenti ancora oggi, per esempio nel funzionamento del nostro sistema immunitario.
Il suo lavoro è stato essenziale per esplorare la nostra storia passata e soprattutto iniziare a comprendere meglio che cosa distingue la nostra specie dalle altre.
Le nostre origini
Lo studio delle nostre origini è tanto affascinante quanto complicato. Grazie ai paleontologi e agli archeologi, oggi sappiamo che la nostra specie apparve in Africa intorno ai 300mila anni fa, mentre i parenti a noi più stretti, i Neanderthal, si svilupparono fuori dall’Africa e popolarono l’Europa e parte dell’Asia occidentale a partire da 400mila anni fa, rimanendo nei paraggi fino a 30mila anni fa, quando si estinsero. Circa 70mila anni fa, alcuni gruppi di Homo sapiens lasciarono l’Africa e raggiunsero il Medio Oriente, diffondendosi poi su buona parte del resto del pianeta.
Per lungo tempo, quindi, Homo sapiens e Neanderthal convissero in molte zone dell’Europa e dell’Asia, instaurando probabilmente relazioni e interazioni che furono molto importanti per la nostra storia. Il problema è che ricostruire eventi avvenuti in epoche così remote non è per nulla semplice, ma le analisi del DNA sui fossili possono offrire importanti indizi.
Verso la fine degli anni Novanta alcuni gruppi di ricerca erano riusciti a mappare quasi tutto il genoma umano, rendendo possibile il confronto tra diverse popolazioni di esseri umani dal punto di vista delle loro caratteristiche genetiche. Era però necessario ricostruire il genoma dei Neanderthal per poter fare confronti più accurati e ricostruire quelle remote relazioni.

