Per entrare in una città che il prossimo anno rischia di scendere sotto i 50 mila residenti, ma che convive con 23 milioni di turisti all’anno, da luglio è prevista la prenotazione. Anzi, è il Comune a consigliare di prenotare prima di mettersi in viaggio. Venezia sempre meno abitata, ma in lotta contro i disagi da overtourism, da questa estate avvierà una fase sperimentale di ciò che diventerà obbligatorio a gennaio: il “contributo di accesso”, che costerà dai 3 ai 10 euro. Soldi, che serviranno per pagare lo smaltimento dei rifiuti, risolvere i problemi della mobilità e risanare i danni causati dal moto ondoso prodotto anche dall’aumento del traffico di taxi e barche private.
Un lasso di tempo per capire se davvero far pagare un biglietto a chi vuole entrare in laguna sia non solo il sistema giusto per cambiare rotta, calmierando gli ingressi a Venezia, ma anche per valutare come organizzare i tornelli di accesso (tipo quelli che sono in aeroporto), dove posizionarli senza danneggiare la vista dei monumenti, far funzionare l’app che genererà il Qr con cui entrare e soprattutto stabilire il tetto di quanti potranno entrare e come far convivere il passaggio dei pendolari con quello dei turisti.
Prenotare una visita a Venezia sarà insomma come riservare una camera d’albergo o un appartamento sui portali turistici. Da luglio la prenotazione sarà “consigliata” in cambio di sconti, ma da gennaio 2023, il ticket di ingresso sarà obbligatorio. L’annuncio è stato dato dal sindaco Luigi Brugnaro. “Per questa estate cerchiamo di sperimentare. Non sarà obbligatorio prenotare, ma chi lo farà avrà dei vantaggi come sconti nei musei e altre agevolazioni”.

