Un primo esperimento pilota di lavoro flessibile consentirà a 3.300 persone di concentrare la propria attività di lavoratore dipendente su un arco di soli 4 giorni alla settimana, a parità di stipendio
In Islanda la sperimentazione è iniziata lo scorso luglio, ma ancora prima aveva iniziato al Spagna. In Belgio il governo ha detto sì lo scorso febbraio. Ora alla settimana lavorativa a 4 giorni pensa anche il Regno Unito. Parte dall’Inghilterra un primo esperimento pilota di lavoro flessibile che consentirà a 3.300 persone di concentrare la propria attività di lavoratore dipendente su un arco di soli 4 giorni alla settimana, a parità di stipendio.
L’iniziativa, annunciata a fine maggio, riguarda per ora solo 70 aziende che vi hanno aderito su base volontaria; ma viene vista con curiosità dai media, dopo le sperimentazioni già condotte appunto o in Paesi extra-europei; e dopo l’annuncio di un ampliamento di test analoghi nei prossimi mesi in Spagna o in Scozia. Senza contare che diversi paesi come Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svizzera hanno comunque una settimana con un tetto ore che va da 33 a 35. E fuori dall’Europa la riduzione delle ore lavorate è entrata nell’agenda del laborioso Giappone e della Nuova Zelanda. Gli Emirati Arabi invece sono il primo paese ad aver introdotto la settimana lavorativa a 4 giorni e mezzo.

