Ragazzi, eccoci alla terza tappa del nostro percorso con “Le pillole del buon giornalista”.
Oggi scopriremo come scrivere un articolo da buon giornalista, quali sono le regole da rispettare e i consigli utili per non sbagliare quasi “Mai”!
Siete pronti? Iniziamo…
La prima cosa importante è la grammatica. Prima di tutto bisogna sapere che un testo sgrammaticato non piace a nessuno, nemmeno a chi lo scrive… È importante sapere dove mettere gli accenti e dove gli apostrofi, dove inserire la punteggiatura, e le maiuscole.
Dove vanno gli accenti? Nello scritto, l’accento va segnato: nelle parole tronche (cioè accentate alla fine) con più di una sillaba: La servitù emigrò in Perù; nelle seguenti parole formate da una sola sillaba: dà, dì, è, là, lì, né, sé, sì, tè, ciò, già, giù, più, può, scià.
Va usato l’apostrofo e non l’accento nelle forme dell’imperativo presente della terza persona singolare dei verbi andare (va’ e non và), dare (da’, giusto invece dà nel caso di indicativo presente), dire (di’ e non dì che è un sostantivo che significa giorno), fare (fa’) e stare (sta’ e non stà) …
E la punteggiatura? Ogni segno della punteggiatura va sempre unito all’ultima lettera della parola che lo precede e separato con uno spazio dalla lettera iniziale della parola che lo segue.
Dove si mettono le virgole?
Va messa prima e dopo le proposizioni incidentali, principali o secondarie che siano. In questo caso assume la funzione di definire l’inciso all’interno della frase (es. “Marco, mi pare, tornerà domani a prendere il suo libro.”)
Il punto fermo per le frasi all’interno dello stesso paragrafo. Dopo un punto si continua a scrivere seguendo la stessa linea e, nel caso in cui sia necessario andare a capo, si continua a scrivere senza lasciare margini e senza isolare la nuova parte di testo.
I DUE PUNTI (:) Serve per indicare che sta per seguire una spiegazione. Si usa anche prima di elenchi o discorsi diretti (es: Giovanni disse: “Ti voglio bene”).
Il punto esclamativo, noto in passato anche come punto ammirativo, è uno dei diversi segni di interpunzione adoperati nella scrittura e indica una pausa simile a quella del normale punto fermo. Viene posto dopo un’interiezione o esclamazione per segnalare un tono enfatizzante di sorpresa, forti sensazioni o grida.
Il punto interrogativo, è chiaro, serve a chiudere una frase interrogativa: “Come stai?”.
Ecco, queste sono le prime regole da rispettare, ma ragazzi voi siete ancora in tempo per capirle perfettamente, basta un po’ di impegno e volontà a scuola o anche ricercando video su YouTube.
Cosa ne pensate?
Alla prossima settimana, con un’altra pillola!

