Il Papa parla in maniera spontanea ai centomila giovani presenti all’appuntamento voluto dai vescovi italiani in Piazza San Pietro lo scorso lunedì dell’Angelo in Piazza San Pietro. Ha ascoltato le loro esperienze, con loro ha pregato affidando alla Vergine il futuro e li ha incoraggiati a non avere timore della vita, anzi a donarla illuminando le paure con l’aiuto di chi ci sta accanto
Più di un’ora di dialogo e preghiere con il Pontefice, canti, esperienze e testimonianze di vita vissuta alla luce del Vangelo di Giovanni 21, 1-19, la splendida pagina della pesca miracolosa.
Come i discepoli intorno a Gesù in quella notte sul lago di Tiberiade, così gli adolescenti sono intorno al Papa per rinnovare il loro “sì” a Dio. Questo è stato #Seguimi, la Veglia del Lunedì dell’Angelo, il pellegrinaggio dei giovani dalle diocesi italiane in una Piazza San Pietro traboccante di entusiasmo come non succedeva da oltre due anni di pandemia, chiusure, solitudini, e con negli occhi gli orrori che arrivano dall’Ucraina in guerra.
Lo ricorda anche il Papa prendendo la parola: “Sono passati due anni con la piazza vuota”, una “piazza che ha sofferto il digiuno” e ora è piena di gioia, anche se purtroppo – avverte – “dense nubi” oscurano ancora il “nostro tempo”. È il “buio che fa paura a tutti”, la “guerra tremenda” di cui “pagano il prezzo più alto” molti “vostri coetanei” la cui stessa esistenza è compromessa e i sogni “sono calpestati”. In tanti, aggiunge, attendono ancora “la Luce della Pasqua”.

