Da oggi, le Galapagos, potranno essere ricordate anche per la strage dei leoni marini. Più di cinquanta esemplari, di cui 9 maschi e 6 femmine adulti, 25 giovani e 13 cuccioli sono stati trovati uccisi sull’isola di Pinta. “Gli hanno dato un colpo in testa” dice Victor Carrion, responsabile del Parco Nazionale delle Galapagos. Non riusciamo a capire perché questi splendidi animali siano stati così brutalmente uccisi” L’episodio è avvolto nel mistero infatti nessuno riesce a capire il motivo di tanta ferocia.
Le Galapagos sono state scoperte casualmente il 10 marzo 1535 quando Berlinga, il vescovo di Panama, si mise in mare per raggiungere il Perù. Il viaggio non fu dei migliori: la nave si trovò in una zona di forte vento e le correnti la portarono alla deriva fino alle isole. Nel rapporto che fece successivamente all’imperatore Carlo V, Berlinga descrisse l’aspetto desertico delle isole e le loro tartarughe giganti. Gli parlò delle iguane marine, dei leoni marini e di numerose specie di uccelli. Notò anche l’insolita mitezza degli animali che, ancora oggi, continua a stupire i visitatori dell’arcipelago. I leoni marini sono tra gli animali più importanti delle isole Galapagos, fondamentali per la catena alimentare che regge l’ecosistema locale. Le tante e diverse specie di uccelli esotici, di iguana marini e di tartarughe giganti fanno dell’arcipelago un paradiso naturale come pochi al mondo, il primo del pianeta ad essere dichiarato patrimonio naturale protetto. Tuttavia lo scorso anno l’Unesco ha lanciato un allarme dichiarandole in pericolo a causa dell’invasione di nuove specie, dell’immigrazione e del turismo di massa.

