Ultimamente, tutti i mezzi d’informazione sono stati impegnati nel fornirci notizie.
Sulla “crisi e la caduta” del governo italiano. Sui giornali e in Tv abbiamo visto (e continueremo a vedere ancora per lungo tempo) i bei faccioni di personaggi più o meno “noti”: Silvio Berlusconi, Romano Prodi ex premier, Walter Veltroni.
Gianfranco Fini Fausto Bertinotti e Franco Marini (questi i più noti ma lista è davvero lunga!).
La crisi di governo? Cosa vuol dire? Il 17 maggio 2006 l’Unione, coalizione che raggruppa politici di sinistra e centro sinistra, ottiene la maggioranza dei voti degli italiani, vincendo le elezioni. Il candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, (cioè il premier), è Romano Prodi. Il Presidente del Senato della Repubblica è Franco Marini, della Camera dei Deputati è Fausto Bertinotti. Sconfitta inaspettata per la Casa delle Libertà e per il suo leader Silvio Berlusconi. A gennaio scorso però, Prodi perde una buona fetta di voti: non ha più la maggioranza al Governo ed è costretto a dimettersi.
E adesso cosa succederà? Si deve fare tutto daccapo. Un governo dura in carica 5 anni. Quando si sente dire “il governo è caduto” significa che ha cessato di operare prima dello scadere dei cinque anni. Proprio come per il governo Prodi.
A questo punto l’unica cosa da fare è andare nuovamente al voto. Gli italiani saranno chiamati a scegliere un nuovo Governo con tre anni d’anticipo…
Chi lo ha fatto cadere? Il 16 gennaio scorso il Ministro della Giustizia Clemente Mastella annuncia alla Camera dei Deputati le sue dimissioni dopo che la moglie, Sandra Lonardo, presidente del Consiglio Regionale della Campania è agli arresti domiciliari e lui è indagato per concorso di colpa. Il suo partito, l’Udeur appoggerà comunque il Governo.
Qualche giorno dopo, però, l’ex ministro cambia idea: i Popolari- Udeur ritirano l’appoggio al Governo per la mancata solidarietà politica.
Prodi, senza l’Udeur, perde una buona parte di quei voti che avevano permesso l’Unione di vincere le elezioni.

